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IL TITANO

Una delle cose, fra le tante, che si sono rimproverate al del MoVimento 5 stelle è quella di non avere un programma. Non sono certo d'accordo con Scalfari quando dice questo, intendiamoci.

Anzi, inviterei tutti a prendersi la briga di scaricarlo dal blog di Beppe Grillo: si tratta di un PDF agile che non occupa molto spazio e che vale comunque la pena di leggere, prima, in ogni caso, di fare osservazioni a casaccio.
Il mio personale giudizio è il seguente: si tratta di un coacervo di buone intenzioni, proclami, cose anche molto interessanti.
La lettura è alquanto veloce, snella: 15 pagine che propongono i temi sui quali questo movimento pone maggiormente la sua attenzione.
Già è positivo il fatto che non sia un'opera ponderosa e di difficile accesso, ma spesso, semplificare non è sinonimo di chiarire, né tanto meno di spiegare come si vuole arrivare ad ottenere determinati risultati. Anzi, semmai proprio il contrario, perché si crea attraverso un proclama l'illusione che un problema possa essere risolto in men che non si dica, quando invece nelle società complesse come la nostra, le cose non sono così semplici. Il che non significa che il problema non vada affrontato: solo bisognerebbe farlo in modo più sistematico e meno roboante.
Nulla a che vedere con l'immobilismo sciatto e volgare dell'attuale classe dirigente che ha sub appaltato le proprie deleghe e responsabilità a dei presunti tecnici. Ma neanche si può dire solo facciamo questo e questo senza dire in che modo, con che mezzi ed a beneficio di chi.
Valori universali come il diritto all'accesso alla rete, di cui da tempo in Europa e non solo, si discute, sono e rimarranno solo dei bei proclami fin tanto che resteranno i monopoli delle varie Telecom; e quand'anche lo Stato se ne facesse carico, assumendo come comunità il controllo di dorsali, strutture, software e quant'altro abbisogni per porre in essere questo diritto, resta da capire se tutti i cittadini sono concordi nel farsene carico economicamente, per fare in modo che questo diritto si sviluppi positivamente: sia cioè gratuito, esteso ed efficace per tutta la comunità. 
La rete non è risolutiva di tutti i problemi, è importante, molto importante. Però far passare l'idea che la sola rete possa risolvere tutto è raccontare una panzana.
Era solo un esempio, ovviamente e potrei continuare.
Certo, un programma cerca di indicare i temi salienti sui quali intervenire eppure a me è parso, nel caso di M5S che manchi una cosa importantissima: la giustizia, nelle sue varie declinazioni.
E' una menomazione non di poco conto, io credo.
Certo, come dicevo, visto di primo acchito e con la rabbia incamerata per questo ventennio di porcherie, soprusi e malefatte, sembra la novella bibbia, ma così non è.
Sull'onda dell'emozione, dell'indignazione, della rabbia, si sono commessi i più atroci delitti in questo paese, prova ne è il ventennio appena trascorso. Ricordo il 1992, quando Mani Pulite, sopperendo e supplendo all'incapacità dei politici, spazzava via un'intera classe dirigente: Ah, com'erano felici gli italiani. Eppure sono bastati solo due, dico due anni, per incensare l'unto del signore, l'uomo del fare (soprattutto gli affari suoi), il novello salvatore che ci siamo trovati addosso per un ventennio. Un soffio, per la storia, il tempo tra le monetine tirate a Craxi e quelle lanciate contro il Cavaliere, che ha preso un sacco di consensi ma che, nella vita di tutti i giorni nessuno aveva votato.
E che dire dei barbari calati dal nord, sempre negli anni novanta: scesi con asce e forconi a punire la "magna meretrix", si son ritrovati a fornicarla come tutti gli altri. 
Grillo non ha nulla a vedere con questo, ma la meccanica della protesta sì. 
Ed è proprio per questo che non si può restare vaghi nel dire come si vorrebbero cambiare le cose.
Certo, l'"offerta" politica attuale è così avvilente che ci troviamo davvero presi tra incudine e martello: un comico fustigatore, novello Robespierre ed un tecnocrate alieno che ci sta uccidendo in nome del sacro "Saldo di bilancio". 
E gli altri?
Sparito Berlusconi, nume tutelare, padre padrone, ma soprattutto cassaforte, il PDL sembra progressivamente dissolversi come neve al sole.
Mentre il PD vagheggia di nuove vittorie, di sondaggi favorevoli, di elezioni già vinte e si candida serenamente a governare il paese.
Ora fanno le primarie per vedere chi sarà il capataz.
Ma se appena appena li guardi o li ascolti per sentire ciò che hanno da dire, ti rendi conto che un partito non c'è: si tratta di un insieme di pensieri, istanze, ragioni, culture, assai diverse e spesso inconciliabili fra loro.
Sono tutti spaventatissimi, sono la che brigano per imbrigliare il nemico, il MoVimento 5 Stelle.
Schierano i loro intellettuali, strombazzano sui media, analizzano, parlano, parlano...
Beh, in situazioni simili, anche un comico può diventare un titano. 
Come sempre, auguro a tutti voi, per quanto possibile, buone cose.

Pubblicato il 13/11/2012 alle 17.42 nella rubrica diario.

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