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SOSPESI

Sono più di tre mesi che non scrivo sul blog.

Sembra un'eternità ma, in realtà, per quello che è successo, poco è cambiato.
Ci eravamo lasciati con l'Italia da salvare, in pericolo, sull'orlo del baratro.
Ora, come ci ritroviamo?
Sembra che i conti abbiano soddisfatto le "esigenze" degli investitori, il mitico Spread sia sceso.
Dico sembra perché è vero solo in parte.
Solo quel tanto sbandierato (ad arte) spread è calato e comunque pare riprendersi per riportarsi a quote allarmanti.
Per quanto attiene agli investitori, visti gli ultimi dati, non sembrano particolarmente attratti dal nostro paese, con le dovute eccezioni, certo, ma nulla più
E' come dire che tutto quanto si è fatto in nome dello spread e per suo conto, non è servito gran che.
E agli italiani che cosa è successo, in questo tempo?
Beh, loro sicuramente sono impoveriti, come al solito vittime di un sistema politico incapace, inattendibile, bugiardo e vile.
Quel sistema politico incapace di rinnovarsi; stolido, autoreferenziale, arraffone, parassitario che vive in un mondo diverso dal nostro ma che condiziona pesantemente quello in cui noi viviamo, e che non ha affatto a cuore (quando mai l'ha avuta?) la sorte delle persone che dice di rappresentare.
Si sono nascosti, questi partiti, questi schieramenti, dietro la "gonna" dei professori, impauriti da una vita che non conoscono, che non sanno gestire e di cui non sanno dare un minimo di prospettiva, come i bambini che si nascondono dietro la gonna della mamma perché hanno paura di mostrarsi, non sanno cosa fare, non osano.
Ma, se già conoscevamo l'impronta pavida e pusillanime dei politici, diverso era per i professori.
Nell'immaginario collettivo credo che molti abbiano fatto riferimento all'esperienza scolastica, al ricordo che ne avevano. Il professore, almeno ai miei tempi, godeva di quell'autorevolezza e di quel'autorità che gli derivavano dalle molte conoscenze che noi, presumevamo, avesse.
Dunque questi cosiddetti professori, potevano godere di un credito immaginario assai ampio, corroborato dal fatto che persino gli ignavi politici gli avevano lasciato ampia libertà di manovra.
E che cosa fanno i professori di tanto autorevole? Nulla. 
E di autoritario? Molto, quasi tutto.
E' stato usata più volte l'espressione: "forti con i deboli, deboli con i forti" e credo che questa sia la più esatta e la più calzante per questo governo, sotto molti profili.
La manovra Salva Italia di fatto la pagano le categorie più deboli, pensionati e lavoratori dipendenti:
aumento dell'addizionale regionale, comunale, IMU ed aumento delle accise dui carburanti, aumento dell'IVA, per citare le più note 
Mentre sul fronte "magna schèi" (mangia soldi), non tocca nessuno: Dai capitali "scudati" che dovevano essere tassati, non si cava un soldo; non è stata fatta una patrimoniale; i monopolisti degli asset strategici non solo non sono stati toccati, ma dettano loro le condizioni, vedi Telecom sulla questione dell'ultimo miglio ed Enel per quanto riguarda il quinto Conto Energia e tutta la questione del fotovoltaico; le banche, che hanno ricevuto dei bei soldoni dalla BCE, non solo li hanno impiegati nella stessa BCE ma hanno chiuso di fatto i rubinetti alle imprese ed alle famiglie, senza che questo governo le sfiorasse minimamente e, quando han provato a farlo, apriti cielo, gli stessi partiti che prima erano a favore hanno fatto dietrofront.
Sicché, nemmeno su questo tema si è fatto qualcosa.
Si è sbandierato il fatto che si farà pagare l'IMU anche alla chiesa cattolica, ma è una bufala come molte altre: si sono introdotti codicilli, si parla di "attività commerciale prevalente", fumisterie che servono a coprire una sola cosa: non se ne farà nulla (nemmeno la chiesa conosce il suo patrimonio immobiliare, figuriamoci se lo conosce lo stato). Non si è parlato del "riparto" dell'8 per mille, di quella somma cioè a cui lo stato medesimo rinuncia ogni anno e che viene ripartita fra le varie chiese con il criterio della proporzionalità, come a dire che siccome nella dichiarazione dei redditi alla chiesa cattolica viene assegnato l'85% dell'8 per mille, anche della somma a cui lo stato rinuncia, e sarebbero dei bei soldi da impiegare per la collettività intera, viene data la stessa percentuale. Se avete tempo e voglia, date un'occhiata a: http://www.uaar.it/news/2011/12/19/costi-pubblici-della-chiesa-uaar-lancia-campagna-pubblicitaria/ ben curato e chiaramente proposto dagli amici dell'UAAR.
Di crescita, di sviluppo, non se ne sa niente. Se ne riparlerà più avanti, come al solito, cioè a dire: se ne occuperanno altri.
Persino le liberalizzazioni si sono rivelate il parto della montagna.
Ecco, questa situazione ha generato una specie di sospensione.
Sospensione di legalità, come avviene in Val Susa, per esempio.
Sospensione di giudizio: nessuno sa cosa pensare e cosa dire.
Sospensione di democrazia: un governo tecnico chiamato a sanare il bilancio, si ritrova a divellere lo stato sociale, il lavoro, temi che una sana politica dovrebbe affrontare su un preciso mandato popolare.
Ecco, la gente aspetta, siam tra color che son sospesi, ma non sembra beatitudine quella che ci chiamerà. 
C'è in giro, si respira nell'aria, per strada, nei bar, nei luoghi di lavoro o fra i discorsi delle persone, un senso di qualcosa di imminente, il cui risultato è incerto e la negatività del quale appare assai pesante.
Ci si trova orfani di rappresentanti, siano essi politici, sindacali e quant'altro, completamente scollati dalla realtà, incapaci di leggere, capire e reagire ai fatti.
Dobbiamo arrangiarci da soli, non ciascuno per proprio conto, no. 
Perché dobbiamo essere capaci, per la nostra stessa civile sopravvivenza, di raccontarci in modo diverso.
Su con le orecchie e non diamoci mai per persi.
E' quando credono di aver vinto, che di solito crollano...
Come sempre, buone cose a tutti. 

 

Pubblicato il 26/3/2012 alle 10.17 nella rubrica diario.

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