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MA COSA C'E' DI TANTO SOBRIO?

Nei giorni che hanno preceduto l'estensione della cosiddetta manovra, molto si è detto a sproposito circa lo "stile" di questi tecnocrati chiamati a guarire il moribondo, il nostro paese.

E tutti giù a sperticare lodi sui modi, i toni, l'aplomb con i quali questi signori e signore si accingevano a trovare il rimedio salvifico, la via maestra che ci avrebbero riportato alla luce, che ci avrebbero impedito di scivolare definitivamente nel buio dei condannati senza speranza.
L'attesa era dunque giustamente intensa, palpitante.
Quasi che non si potesse fare altro che ascoltare l'oracolo pronunciarsi, con quel sacro e terribile che sempre accompagna la parola definitiva e senza appello dell'oracolo stesso.
Alla vecchia trinità cristiana padre, figlio e spirito santo, si era sostituita questa nuova, moderna, più in linea con quanto ci chiedono i mercati, con quanto ci chiede l'Europa: rigore, equità e sviluppo.
Insomma, i creduloni attendevano, con sacrale pathos, che si disvelasse dunque questa nuova triade e che si potessero finalmente leggerne e comprenderne l'essenza, la forza ed il segno.
Non più toni sguaiati, niente smargiassate, niente nani, ballerine, cortigiani di varia natura. 
Solo esperti che altro non possono fare che donare le loro scienze e coscienze a noi poveri mortali.
Tutti i partiti si dicono d'accordo, pronti a fare un passo indietro per il bene della nazione, a parole, ovvio.
A parte la Lega, che oramai pensa solo a salvare se stessa, gli altri si dicono fiduciosi nella risoluzione del problema e contemporaneamente iniziano a porre condizioni - paletti li chiamano, in perfetto stile vampiresco - per dare il loro "placet". 
Li avete visti i vari talk show, con questi personaggi che fanno finta di litigare ma poi sono d'accordo; che si rimpallano responsabilità reciproche ma poi non è mai colpa di nessuno di loro; che dicono insomma di essere d'accordo a patto che...
Ridicoli...
Intanto passa il tempo e l'ora si avvicina, sempre più densa di aspettative.
Qualcosa trapela, ad arte, ma per il resto vi è il massimo riserbo, come si dice.
E alla fine...
Nulla. Anzi sì, ci inchiappettano come sempre, solo con sobrietà.
Della nuova trinità resta solo la prima persona, il rigore, una sorta di dio dell'antico testamento, possessivo, vendicativo, punitivo.
Lo sviluppo è una sorta di figlio già abortito. L'equità ha la stessa evanescenza dello spirito santo il più sfigato dei tre.
Metafore a parte, chi ha potuto e voluto informarsi circa la cosiddetta manovra, non può non constatare che ancora una volta, sono sempre i soliti a pagare.
Come sempre quelli che non hanno voce in capitolo, che non possono difendersi.
I pensionati, i lavoratori.
Dei ladri, dei parassiti, di quelli che hanno fatto fortuna senza mai contribuire, nemmeno un accenno. Si fa finta di tassare le macchine di lusso e le barche, come se uno che spende ad esempio 150 mila euro per un'auto, non ne abbia altri 10 mila o 20 mila in più per pagarsi la l'eccedenza di imposta. Si fa finta di tassare i natanti, compreso il loro stazionamento, la darsena, in sostanza, come se chi ha investito 200 mila euro in una barca non abbia la possibilità di pagarsi il parcheggio. In più, così facendo uno si chiede perché mai dovrebbe lasciare la barca ad esempio in Sardegna o a Lignano e non portarla invece in Corsica od in Croazia.
Si fa finta di tassare i titoli, ma quello che si aumenta è solo l'imposta di bollo.
Insomma c'è tutta una farsa intorno alle persone più abbienti e c'è un vero accanimento nei confronti dei soliti noti: pensioni, salari, consumi.
Scusate, ma cosa c'è di sobrio in tutto questo? Nulla!
Si è detto a sproposito che gli italiani per la maggior parte sono proprietari di un alloggio, di una casa. Le cose non stanno mica così. Solo gli anziani ne hanno la piena proprietà, perché la maggioranza sta ancora pagando il mutuo e la casa dunque, solo nominalmente  è di proprietà perché, nella sostanza, la casa appartiene alla banca che ha erogato il finanziamento fintanto che questo non viene estinto.
Però in questa magnifica manovra, lo Stato garantisce le banche, non i suoi cittadini che magari perdono il lavoro. Ditemi, che cosa c'è di equo in questo? Nulla!
In più viene reintrodotta l'ICI, che ora si chiamerà IMU ma non cambia nella sostanza. Viene introdotta per tutti, con dei differenziali ridicoli fra prima e seconda casa. Cosa c'è di equo in questo? Nulla!
Mentre salari e pensioni proseguono nella loro discesa e nel minor potere di acquisto che ne consegue, aumentano le imposte sui consumi. L'IVA appunto. Che cosa c'è di equo in questo? Nulla!
Potrei continuare ma penso che il senso sia chiaro.
Allora perché tutte queste lodi, persino ringraziamenti.
Che cosa c'è da lodare nel tartassare sempre gli stessi. Di che dovremmo ringraziarli, di farlo con sobrietà?
I sistemi c'erano per mettere i conti in ordine. Si poteva fare davvero in modo equo.
Ma si continuano a salvare le minoranze dei ladri e degli impostori.
Non voglio annoiarvi oltre. Vi lascio con un sito a cui vale la pena dare un'occhiata:
www.icostidellachiesa.it
Come sempre vi auguro, per quanto possibile, buone cose.




Pubblicato il 6/12/2011 alle 10.32 nella rubrica diario.

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