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ASSENZE

Vi chiedo scusa per essermi eclissato un po'.

Non prendetevela a male. Come avrete visto, sono tante e tali le questioni che ci troviamo ad affrontare che non si sa davvero più da dove cominciare o con chi finirla.
I rigurgiti balbettanti e spastici di questo governo infame e di chi lo appoggia od apparentemente vi si oppone, mettono alla prova gli stomaci e gli spiriti più forti, credetemi.
Ma è inutile che io vi dico cose che già conoscete.
Cosa manca? Tutto.
Un'idea, una visione, una capacità di fare anche le piccole cose.
Assenze, appunto.
C'è una foto eloquente del segretario generale della CGIL, sulla home page de "La Repubblica" di questa sera: ha le mani fra i capelli...
Ma finora, signora Camusso, dov'è stata lei? Non aveva tempo e modo di accorgersi della porcheria, della morte a cui ci vogliono portare?
Pensa che una giornata di sciopero in calendario per il 6 di questo mese possa assolverla, possa metterla al riparo dalle responsabilità che ha?
Vedo Bersani, sempre dalla stessa pagina, che con piglio incazzato parla a ruota libera. Non sa cosa dire, perché questa sera il tema è: Profumo si, Profumo no, Profumo un caz, avrebbe detto Ricki Gianco.
Ma lui no. straparla. Non caccia Penati. No. Dice siamo pronti ad assumerci le responsabilità: Ma fino adesso, scusate il linguaggio, che cazzo hai fatto Bersani, oltre che a parlarti addosso e a parlare a quelli che ti osannano. Che cazzo hai fatto, oltre a prendertela con la macchina del fango messa su dai giornali. Una bestialità che non sta né in cielo né in terra.
E questi dovrebbero essere, Bersani, Camusso, quelli che stanno dalla parte dei più deboli, di quelli meno rappresentati, di quelli che non hanno diritto di parola e di ascolto.
Assenze, miei cari lettori, mancanze, cose e persone senza significato.
Ma non voglio essere cattivo ed offendere nessuno, non è nel mio stile.
Quando vedo però che i ladri stanno sempre lì, blindati e protetti; quando vedo che sarà il lavoro ancora a pagare - cioè tutti noi che abbiamo la fortuna di averlo ed i nostri figli che non ce l'avranno mai -; quando vedo che il partito della gerarchia cattolica - non della chiesa dei credenti, che è un'altra cosa, a cui si deve rispetto -, riesce ad ottenere l'impunità economica ed il furto di stato - non saprei come chiamare le esenzioni illecite dell'ICI sulle attività commerciali travestite da attività di culto -; quando vedo lo sperpero osannato contrapposto alla fatica ed al sacrificio; quando vedo il declino inesorabile del mio paese per mano di questa generazione di falliti, per mano di un capo dello stato che in nome di non si sa quale protezione delle istituzioni e coesione sociale della quale lui stesso, con la firma di leggi porcheria, ha contribuito a sgretolare; quando vedo la fatica, il dolore, la paura di tanti, contro l'oscena ostentazione dell'impunità, del malaffare, della ricchezza rubata; allora, perdonatemi, mi incazzo proprio.
E provo a pensare quale modo civile, quale strada si debba intraprendere per colmare queste assenze, per mandare via, a casa, tutta questa pletora di sanguisughe, ruffiani, puttane - senza offesa per le lavoratrici del sesso - ioculatores, balatrones, ciurmadores, lenoni e quant'altri parassiti possiate immaginare.
L'assenza è sconforto, perché è perdita di qualcosa, mancanza.
Ma qui non stiamo facendo discorsi puramente intellettuali, no. Qui dobbiamo deciderci come liberarci e liberare il nostro paese.
Lo sciopero del 6 settembre è una mera stupidaggine.
Qui bisogna decidersi a fermare tutto ad oltranza.
Non un giorno, un mese, due, tre, quello che sarà necessario.
L'unica cosa che possono fare questi signori, prima che lo tsunami abbia il sopravvento, è cambiare la legge elettorale, dopo di che, è meglio che si licenzino da soli.
Non ci daranno una mano a fare questo, non i partiti, certamente. Dovremo arrangiarci da soli.
Prepariamoci allora, il tempo è giunto.
Non possiamo più oltre rimanere ostaggi di quelli che ci hanno derubato non solo dei soldi ma anche dei sogni, del futuro.
C'è bisogno di una palingenesi, di una catarsi, o, forse, solo di affermare che siamo degli esseri umani, pronti sì a sacrificare ma non più disposti a farci prendere per il culo.
La Commissione Bilancio ha licenziato una norma con la quale sarà più facile licenziare. 
Immaginate a cosa stanno pensando. Sul lavoro si muore, si resta invalidi, si hanno sempre meno garanzie. E loro che cosa fanno? Cercano di uccidere definitivamente quel lavoro, quei diritti per i quali i nostri nonni ed i nostri padri hanno lottato, con immensi, straordinari sacrifici.
Loro, restano anonimi persino nella denuncia dei redditi. Vigliacchi!
Vogliamo darci una svegliata!
O il problema del giorno dovrà restare il fatto se alcuni milionari prenderanno a calci una palla o no?
Saremo ricordati come i telespettatori o come i cittadini?
Dovremo rimpiangere da vecchi ciò che non si è fatto o ricordare con orgoglio ciò che ci siamo ripresi?
Dovremo continuare ad essere ostaggi della Federal Reserve e della BCE o potremo dirci con sincera fierezza ed onestà cittadini europei?
Voi siete bravi e so che le pensate queste cose ed anche altre molto importanti.
Cerchiamo adesso, tutti assieme, di passare, come si diceva un tempo, dall'idea all'azione.
Forza e onore!
Come sempre, auguro a tutti, nonostante tutto, buone cose.

Pubblicato il 4/9/2011 alle 21.42 nella rubrica diario.

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