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LADRI DI VITA E DI MORTE

Non c'è ritegno, non c'è pudore, non c'è intelligenza, né un minimo di buon senso.

Senza tutte queste cose ed altre, il un clima da basso impero, da agonia, così sta terminando questa legislatura, anzi, per meglio dire, così sta terminando questa "politica", il modo in cui l'abbiamo vista, gli attori che ne hanno fatto parte.
Si chiude (finalmente) un'epoca disastrosa, infame è essere gentili.
Il divario esistente fra la casta, i suoi servi e pagliacci, il suo circo, le cortigiane, i lacchè, i lenoni ed i lestofanti a vario titolo e la gente comune non è solamente incolmabile, ma oramai in nessun modo conciliabile. Non c'è più la possibilità di parlare, di discutere: questi non vogliono nemmeno sentirci, ci manganellano, in molti modi, anziché provare a dare una risposta.
E' fresco di poche ore il golpe economico che passa sotto il nome di "finanziaria" o legge di bilancio.
Vessatorio, iniquo, ridicolo, come oramai da tempo si conviene. 
A pagare, caro, saranno sempre i soliti, quelli che non possono farci niente se non appunto pagare. Lavoratori dipendenti, precari, pensionati, disabili. Il ceto medio e medio basso, quelli che stanno scomparendo (ci sono 8.2 milioni di poveri, secondo l'Istat, in Italia, cifra per altro sottostimata) ma che ancora rappresentano il "parco buoi", la "carne da cannone", il bacino al quale attingere senza problemi.
I ricchi, i mafiosi, gli evasori, gli elusori ed i ladri a vario titolo, compresa la casta ed il suo bieco e spregiudicato apparato, tutti salvi, ci mancherebbe.
Dalle cosiddette (ma ci sono?) opposizioni, il silenzio più assordante. Nessuno che abbia detto, partiti, sindacati e tutta la marmaglia: da domani, sciopero generale contro il governo, contro questi banditi travestiti da rappresentanti del popolo. Sciopero di tutti, finché il governo non la ritira questa manovra. Il nulla più assoluto.
Il presidente della Repubblica firma questa porcheria e dice che va bene così, andiamo avanti, ora ci vuole coesione: ma a chi sta parlando? Dovremmo essere uniti e contenti per essere stati ancora una volta e di più malversati e bastonati? 
Mi spiace caro presidente, lei dovrebbe scendere dal Colle e farsi qualche giretto in più per il paese di cui parla e, credo, conosce poco e parzialmente. Lei parla di Istituzioni che non esistono più, di luoghi oramai deputati ad altro, di forme che celano soltanto sostanze fatiscenti e putride.
Ma il colmo è che oltre a rubarci la vita, mettendoci in condizioni sempre più disperate, ora, gli ignobili, hanno pensato bene di rubarci anche la morte.
E' di pochi giorni or sono, l'approvazione alla Camera, del testo relativo alle disposizioni anticipate di fine vita, il cosiddetto testamento biologico.
Beh, non potremo decidere proprio nulla, sia che siamo in salute, sia che siamo incapaci di manifestare la nostra volontà. Lo Stato ha deciso, che quello che noi comunichiamo anticipatamente circa il nostro fine vita, è un mero "orientamento", nulla di più. Non una legittima volontà, no, una chiacchiera. E, per assicurarsi che rimanga tale, ha lasciato discrezione al medico (limitata, ovviamente, perché se quest'ultimo decide di rispettare le esigenze del paziente potrebbe essere incriminato per omicidio colposo od anche volontario) su come mantenere alimentato e idratato l'uomo nel frattempo divenuto un vegetale.
Ora, al di là delle convinzioni di ciascuno, che vanno comunque rispettate, c'è una macroscopica stortura, un'immensa ingiustizia ed una patente lordura, in questo provvedimento.
Se uno è cristiano o cattolico, o appartiene ad altra religione o credo, ha tutto il diritto di seguire le disposizioni che la sua convinzione gli impone.
Allo stesso modo, se uno è convinto di essere padrone della propria esistenza e di potervi mettere fine venendosi a trovare in determinate condizioni e circostanze ben precise, egli ha il sacrosanto diritto di poterlo fare.
Chi è lo Stato per dirmi come e quando posso morire? Chi è lo stato per impedire che io espleti un mio diritto fondamentale e non lesivo di nessuno?
Beh, in questo caso, lo Stato non è nessuno. Non solo. Proprio non si dovrebbe intromettere in faccende di una delicatezza, di una complessità, di un portato emozionale così grandi.
E, se proprio dovesse farlo, dovrebbe semplicemente assecondare, nel modo migliore possibile, quanto l'individuo ha stabilito per sé secondo la propria convinzione.
Ciascuno di noi è carne e sangue, è cuore e cervello, è ragione e sentimento, è spiritualità ed intelletto. E tutto questo, più molto altro ancora, fa di ognuno di noi un essere unico, irripetibile. Simile ai suoi simili, ma con una storia propria, una vita propria, un sentire proprio.
Ed è per questo, che su cose estremamente delicate ed impegnative, dobbiamo avere la massima libertà, la più ampia certezza, che ciò su cui diamo disposizione venga osservato ed eseguito nel modo più rigoroso, lieve e rispettoso possibile.
Seguendo le disposizioni che ciascuno darà in base a quello che è ed a cui crede, senza imporre alcun divieto, ostacolo, diniego, biasimo od altro.
Ecco perché ho detto che vogliono rubarci anche la morte.
Perché provvedimenti di questo tipo vanno contro l'uomo, il suo essere e la sua natura.
Noi, dobbiamo impedire tutto questo, dobbiamo scardinare questo impianto surreale, fittizio, ideologico e demagogico.
Questo è un problema che riguarda tutti e sul quale tutti devono potersi esprimere e, soprattutto devono poter decidere.
Non aspettiamoci nulla dai politici di professione, organizziamoci per nostro conto.
Oltre alla vita, non possono rubarci anche la morte.
Per oggi ho finito, vi saluto e vi auguro buone cose in generale, sperando soprattutto, che ne possiate trovare almeno qualcuna.

Pubblicato il 17/7/2011 alle 19.4 nella rubrica diario.

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