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E' ORA DI MANDARLI A CASA

I recenti avvenimenti politici confermano ancora una vota, ove ve ne fosse ancora bisogno, la necessità urgente, di mandare a casa tutta questa classe politica.

Con poche, pochissime, eccezioni, abbiamo il dovere morale e civile di mandarli via tutti.
E questa mi sembra una sensazione, una percezione condivisa da molti, al di là dello "schieramento" politico dove si collocano.
Se quelli del cosiddetto centro-destra hanno le loro difficoltà e non sono davvero poche, quelli del centro-sinistra non stanno affatto meglio, ammesso e non concesso che si possano ad oggi utilizzare queste categorie.
Quello che però sconcerta maggiormente è il fatto che coloro che dovrebbero avere una maggiore "sensibilità" rispetto ai temi della legalità, dell'equità, delle regole, si rivelano ancora una volta i più permeabili alle logiche di consorteria politica, di bottega, di salvataggio degli interessi locali e dei soldi e del potere che da essi derivano.
Non hanno nemmeno più nemmeno il coraggio di mostrarsi in faccia e di dire un chiaro "no", "vogliamo che tutto rimanga così com'è perché abbiamo i nostri affari da curare". si trincerano dietro questa farsa dell'astensione o, peggio ancora, del: "Ci vuole un progetto più organico, noi abbiamo una nostra proposta", Ridicoli, sciocchi, ottusi. offensivi nei confronti della gente che pensa, che comprende, che ha ancora una dignità ed un'onorabilità, cose che loro hanno perduto già da tempo.
Noi dobbiamo mandarli a casa tutti, questi, altrimenti non avremo scampo.
Ci stanno portando lentamente, progressivamente ma inesorabilmente verso una guerra civile dove, come al solito, saranno le persone comuni a pagarla per primi e più duramente.
Guardate l'esempio della Valle di Susa.
Hanno mandato poliziotti a manganellare gente come loro, gente che fatica, che è stanca, che è inascoltata.
Allora cosa vogliono che la gente subisca o si scanni?
Sarebbe questa l'alternativa?
Pensano davvero che si possa sopportare all'infinito senza dire e/o fare nulla?
E' un gioco al massacro, ma devono stare attenti.
Perché sono così fuori dalla realtà, così lontani ed isolati da essa, che la realtà gli potrebbe scoppiare in mano.
Dobbiamo dunque lasciare il nostro destino in mano a questi goffi apprendisti stregoni?
Vogliamo continuare a subire? Imbavagliati, censurati, bastonati?
Ho detto in altre circostanze, che il nostro è un paese che è nato dalla Resistenza, che ha contrastato un regime ben più violento, ben più ottuso, ben più arrogante di questo.
Questo non significa però che non si debba, se necessario, tornare su in montagna.
Io mi auguro di no, ma con questa gente parlare, oltre che impossibile è anche sterile, perché non comprendono nemmeno quello che stai dicendo.
Allora, quello che vi propongo, è un primo, significativo passo: RESTITUITE LA TESSERA AL PARTITO A CUI SIETE ISCRITTI! e fategli sapere che non vi rappresentano in nulla e dunque non parlino a sproposito in vostro nome.
Fate come per la religione cattolica: SBATTEZZATEVI!
E' solo un primo passo, una protesta che viene dal basso, come si dice.
Poi, insieme, troviamo tutti gli strumenti legali per abbattere questo sistema, parliamo, discutiamo, raccogliamo firme ed usiamo tutte quello che oggi abbiamo a disposizione, compresa la disobbedienza.
Lo dico soprattutto agli operatori delle forze dell'ordine, poliziotti e carabinieri,
attenti a trincerarvi dietro: "ho solo eseguito degli ordini, ero tenuto a farlo".
Questa è la risposta tipica che, qualche decennio fa, diedero le SS, gli aguzzini dei lager e tutta la marmaglia che ha provocato un'immane catastrofe umanitaria.
Esiste un confine preciso, fra il dover obbedire ad una disposizione e comprendere quello che questa azione comporta.
Ricordatevi, operatori dell'ordine, che questa pletora di parassiti ignavi, sfrutta e depreda voi allo stesso modo, se non peggio, nel quale sfrutta e depreda noi. In realtà, fra voi e noi non c'è nessuna differenza, se non il ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere. Allora riflettete sul vostro ruolo e pensate a come ve lo fanno eseguire, a come vi concepiscono, a come vi usano in maniera indiscriminata, cioè senza senso.
Per oggi ho finito.
Auguro come sempre a tutti buone cose.  







Pubblicato il 7/7/2011 alle 16.13 nella rubrica diario.

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