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Di ritorno dal pensiero
CULTURA
29 dicembre 2012
SALUTO PUBBLICO
Saluto "Pubblico Giornale" che sta per chiudere, ahimè, i battenti.
Mi dispiace molto, perchè nel panorame informativo nostrano, sarà una voce che mancherà.
E questo, in un contesto quasi afasico, é davvero un'ulteriore minaccia al nostro disordinato vivere sociale.
Sarebbe stato bello averlo con noi, ora che la melma politica si agita...
Un pensiero, il principale, va a quelle persone che ci hanno creduto a cui tutti noi dobbiamo dire un grazie. Persone in carne ed ossaa, con le loro storie, le loro vicende, le loro passioni.
Gemte che per seguire le loro idee e nel ritenere che esse si potessero meglio manifestare ed identificare in questa avventura giornalistica, hanno lasciato anche posti comodi, sicuri.
Non si sono comprese a tutt'oggi le ragioni per le quali si è giunti ad una simile decisione.
La velocità con la quale si è arrivati ad essa, il generico "errore di scelte editoriali".
Facile sarebbe fare della dietrologia, del complottismo ed altre ruminanze simili.
Da profano, posso solo immaginare che sia stato come sempre il "soldo" l'unica discriminante tra continuare o chiudere. A testimoniare, ove ve ne fosse ancora bisogno, che tutto è pervso da questo criterio/simbolo, da questo dio/demone al quale tutto è asservito.
Il mio augurio è che queste persone possano trovare il modo e la forza di continuare a fare ciò che hanno fatto sinora, in altre forme, con altri mezzi.
Spero ce la facciano davvero.
E' per questo che li saluto e li ringrazio e faccio a tutti loro, i miei più sinceri auguri.

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permalink | inviato da tattara il 29/12/2012 alle 15:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
26 marzo 2012
SOSPESI
Sono più di tre mesi che non scrivo sul blog.
Sembra un'eternità ma, in realtà, per quello che è successo, poco è cambiato.
Ci eravamo lasciati con l'Italia da salvare, in pericolo, sull'orlo del baratro.
Ora, come ci ritroviamo?
Sembra che i conti abbiano soddisfatto le "esigenze" degli investitori, il mitico Spread sia sceso.
Dico sembra perché è vero solo in parte.
Solo quel tanto sbandierato (ad arte) spread è calato e comunque pare riprendersi per riportarsi a quote allarmanti.
Per quanto attiene agli investitori, visti gli ultimi dati, non sembrano particolarmente attratti dal nostro paese, con le dovute eccezioni, certo, ma nulla più
E' come dire che tutto quanto si è fatto in nome dello spread e per suo conto, non è servito gran che.
E agli italiani che cosa è successo, in questo tempo?
Beh, loro sicuramente sono impoveriti, come al solito vittime di un sistema politico incapace, inattendibile, bugiardo e vile.
Quel sistema politico incapace di rinnovarsi; stolido, autoreferenziale, arraffone, parassitario che vive in un mondo diverso dal nostro ma che condiziona pesantemente quello in cui noi viviamo, e che non ha affatto a cuore (quando mai l'ha avuta?) la sorte delle persone che dice di rappresentare.
Si sono nascosti, questi partiti, questi schieramenti, dietro la "gonna" dei professori, impauriti da una vita che non conoscono, che non sanno gestire e di cui non sanno dare un minimo di prospettiva, come i bambini che si nascondono dietro la gonna della mamma perché hanno paura di mostrarsi, non sanno cosa fare, non osano.
Ma, se già conoscevamo l'impronta pavida e pusillanime dei politici, diverso era per i professori.
Nell'immaginario collettivo credo che molti abbiano fatto riferimento all'esperienza scolastica, al ricordo che ne avevano. Il professore, almeno ai miei tempi, godeva di quell'autorevolezza e di quel'autorità che gli derivavano dalle molte conoscenze che noi, presumevamo, avesse.
Dunque questi cosiddetti professori, potevano godere di un credito immaginario assai ampio, corroborato dal fatto che persino gli ignavi politici gli avevano lasciato ampia libertà di manovra.
E che cosa fanno i professori di tanto autorevole? Nulla. 
E di autoritario? Molto, quasi tutto.
E' stato usata più volte l'espressione: "forti con i deboli, deboli con i forti" e credo che questa sia la più esatta e la più calzante per questo governo, sotto molti profili.
La manovra Salva Italia di fatto la pagano le categorie più deboli, pensionati e lavoratori dipendenti:
aumento dell'addizionale regionale, comunale, IMU ed aumento delle accise dui carburanti, aumento dell'IVA, per citare le più note 
Mentre sul fronte "magna schèi" (mangia soldi), non tocca nessuno: Dai capitali "scudati" che dovevano essere tassati, non si cava un soldo; non è stata fatta una patrimoniale; i monopolisti degli asset strategici non solo non sono stati toccati, ma dettano loro le condizioni, vedi Telecom sulla questione dell'ultimo miglio ed Enel per quanto riguarda il quinto Conto Energia e tutta la questione del fotovoltaico; le banche, che hanno ricevuto dei bei soldoni dalla BCE, non solo li hanno impiegati nella stessa BCE ma hanno chiuso di fatto i rubinetti alle imprese ed alle famiglie, senza che questo governo le sfiorasse minimamente e, quando han provato a farlo, apriti cielo, gli stessi partiti che prima erano a favore hanno fatto dietrofront.
Sicché, nemmeno su questo tema si è fatto qualcosa.
Si è sbandierato il fatto che si farà pagare l'IMU anche alla chiesa cattolica, ma è una bufala come molte altre: si sono introdotti codicilli, si parla di "attività commerciale prevalente", fumisterie che servono a coprire una sola cosa: non se ne farà nulla (nemmeno la chiesa conosce il suo patrimonio immobiliare, figuriamoci se lo conosce lo stato). Non si è parlato del "riparto" dell'8 per mille, di quella somma cioè a cui lo stato medesimo rinuncia ogni anno e che viene ripartita fra le varie chiese con il criterio della proporzionalità, come a dire che siccome nella dichiarazione dei redditi alla chiesa cattolica viene assegnato l'85% dell'8 per mille, anche della somma a cui lo stato rinuncia, e sarebbero dei bei soldi da impiegare per la collettività intera, viene data la stessa percentuale. Se avete tempo e voglia, date un'occhiata a: http://www.uaar.it/news/2011/12/19/costi-pubblici-della-chiesa-uaar-lancia-campagna-pubblicitaria/ ben curato e chiaramente proposto dagli amici dell'UAAR.
Di crescita, di sviluppo, non se ne sa niente. Se ne riparlerà più avanti, come al solito, cioè a dire: se ne occuperanno altri.
Persino le liberalizzazioni si sono rivelate il parto della montagna.
Ecco, questa situazione ha generato una specie di sospensione.
Sospensione di legalità, come avviene in Val Susa, per esempio.
Sospensione di giudizio: nessuno sa cosa pensare e cosa dire.
Sospensione di democrazia: un governo tecnico chiamato a sanare il bilancio, si ritrova a divellere lo stato sociale, il lavoro, temi che una sana politica dovrebbe affrontare su un preciso mandato popolare.
Ecco, la gente aspetta, siam tra color che son sospesi, ma non sembra beatitudine quella che ci chiamerà. 
C'è in giro, si respira nell'aria, per strada, nei bar, nei luoghi di lavoro o fra i discorsi delle persone, un senso di qualcosa di imminente, il cui risultato è incerto e la negatività del quale appare assai pesante.
Ci si trova orfani di rappresentanti, siano essi politici, sindacali e quant'altro, completamente scollati dalla realtà, incapaci di leggere, capire e reagire ai fatti.
Dobbiamo arrangiarci da soli, non ciascuno per proprio conto, no. 
Perché dobbiamo essere capaci, per la nostra stessa civile sopravvivenza, di raccontarci in modo diverso.
Su con le orecchie e non diamoci mai per persi.
E' quando credono di aver vinto, che di solito crollano...
Come sempre, buone cose a tutti. 

 

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permalink | inviato da tattara il 26/3/2012 alle 10:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
6 dicembre 2011
MA COSA C'E' DI TANTO SOBRIO?
Nei giorni che hanno preceduto l'estensione della cosiddetta manovra, molto si è detto a sproposito circa lo "stile" di questi tecnocrati chiamati a guarire il moribondo, il nostro paese.
E tutti giù a sperticare lodi sui modi, i toni, l'aplomb con i quali questi signori e signore si accingevano a trovare il rimedio salvifico, la via maestra che ci avrebbero riportato alla luce, che ci avrebbero impedito di scivolare definitivamente nel buio dei condannati senza speranza.
L'attesa era dunque giustamente intensa, palpitante.
Quasi che non si potesse fare altro che ascoltare l'oracolo pronunciarsi, con quel sacro e terribile che sempre accompagna la parola definitiva e senza appello dell'oracolo stesso.
Alla vecchia trinità cristiana padre, figlio e spirito santo, si era sostituita questa nuova, moderna, più in linea con quanto ci chiedono i mercati, con quanto ci chiede l'Europa: rigore, equità e sviluppo.
Insomma, i creduloni attendevano, con sacrale pathos, che si disvelasse dunque questa nuova triade e che si potessero finalmente leggerne e comprenderne l'essenza, la forza ed il segno.
Non più toni sguaiati, niente smargiassate, niente nani, ballerine, cortigiani di varia natura. 
Solo esperti che altro non possono fare che donare le loro scienze e coscienze a noi poveri mortali.
Tutti i partiti si dicono d'accordo, pronti a fare un passo indietro per il bene della nazione, a parole, ovvio.
A parte la Lega, che oramai pensa solo a salvare se stessa, gli altri si dicono fiduciosi nella risoluzione del problema e contemporaneamente iniziano a porre condizioni - paletti li chiamano, in perfetto stile vampiresco - per dare il loro "placet". 
Li avete visti i vari talk show, con questi personaggi che fanno finta di litigare ma poi sono d'accordo; che si rimpallano responsabilità reciproche ma poi non è mai colpa di nessuno di loro; che dicono insomma di essere d'accordo a patto che...
Ridicoli...
Intanto passa il tempo e l'ora si avvicina, sempre più densa di aspettative.
Qualcosa trapela, ad arte, ma per il resto vi è il massimo riserbo, come si dice.
E alla fine...
Nulla. Anzi sì, ci inchiappettano come sempre, solo con sobrietà.
Della nuova trinità resta solo la prima persona, il rigore, una sorta di dio dell'antico testamento, possessivo, vendicativo, punitivo.
Lo sviluppo è una sorta di figlio già abortito. L'equità ha la stessa evanescenza dello spirito santo il più sfigato dei tre.
Metafore a parte, chi ha potuto e voluto informarsi circa la cosiddetta manovra, non può non constatare che ancora una volta, sono sempre i soliti a pagare.
Come sempre quelli che non hanno voce in capitolo, che non possono difendersi.
I pensionati, i lavoratori.
Dei ladri, dei parassiti, di quelli che hanno fatto fortuna senza mai contribuire, nemmeno un accenno. Si fa finta di tassare le macchine di lusso e le barche, come se uno che spende ad esempio 150 mila euro per un'auto, non ne abbia altri 10 mila o 20 mila in più per pagarsi la l'eccedenza di imposta. Si fa finta di tassare i natanti, compreso il loro stazionamento, la darsena, in sostanza, come se chi ha investito 200 mila euro in una barca non abbia la possibilità di pagarsi il parcheggio. In più, così facendo uno si chiede perché mai dovrebbe lasciare la barca ad esempio in Sardegna o a Lignano e non portarla invece in Corsica od in Croazia.
Si fa finta di tassare i titoli, ma quello che si aumenta è solo l'imposta di bollo.
Insomma c'è tutta una farsa intorno alle persone più abbienti e c'è un vero accanimento nei confronti dei soliti noti: pensioni, salari, consumi.
Scusate, ma cosa c'è di sobrio in tutto questo? Nulla!
Si è detto a sproposito che gli italiani per la maggior parte sono proprietari di un alloggio, di una casa. Le cose non stanno mica così. Solo gli anziani ne hanno la piena proprietà, perché la maggioranza sta ancora pagando il mutuo e la casa dunque, solo nominalmente  è di proprietà perché, nella sostanza, la casa appartiene alla banca che ha erogato il finanziamento fintanto che questo non viene estinto.
Però in questa magnifica manovra, lo Stato garantisce le banche, non i suoi cittadini che magari perdono il lavoro. Ditemi, che cosa c'è di equo in questo? Nulla!
In più viene reintrodotta l'ICI, che ora si chiamerà IMU ma non cambia nella sostanza. Viene introdotta per tutti, con dei differenziali ridicoli fra prima e seconda casa. Cosa c'è di equo in questo? Nulla!
Mentre salari e pensioni proseguono nella loro discesa e nel minor potere di acquisto che ne consegue, aumentano le imposte sui consumi. L'IVA appunto. Che cosa c'è di equo in questo? Nulla!
Potrei continuare ma penso che il senso sia chiaro.
Allora perché tutte queste lodi, persino ringraziamenti.
Che cosa c'è da lodare nel tartassare sempre gli stessi. Di che dovremmo ringraziarli, di farlo con sobrietà?
I sistemi c'erano per mettere i conti in ordine. Si poteva fare davvero in modo equo.
Ma si continuano a salvare le minoranze dei ladri e degli impostori.
Non voglio annoiarvi oltre. Vi lascio con un sito a cui vale la pena dare un'occhiata:
www.icostidellachiesa.it
Come sempre vi auguro, per quanto possibile, buone cose.





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permalink | inviato da tattara il 6/12/2011 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
1 dicembre 2011
ASPETTANDO LA MAZZATA
La situazione non sembra delle più rosee.
Da una parte la "tensione" sui mercati internazionali - gli speculatori si stanno organizzando al meglio per affossare l'euro -, dall'altra i paesi della coalizione, in specie Francia e Germania, che non ne vogliono proprio sapere di aiutare gli altri, visto che li considerano inaffidabili e visto anche che hanno loro stessi non poche difficoltà. Da ultimo questo governo tecnico che ancora non ha detto ufficialmente ma ha già fatto sapere come intende agire.
In mezzo a tutto questo ci siamo noi, normali cittadini, quelli su cui ancora una volta ricadrà la mazzata.
Va detto subito che, a dispetto dell'essenza tecnicistica di questo governo, esso agisce come un governo politico tout court. 
Si è subito impantanato nelle paludi dei sottosegretari. Avrebbe dovuto agire, viste l'eccezionalità e l'urgenza su cui è nato in modo più veloce, preciso, selettivo.
Ed invece, sembra di essere tornati ai vecchi governi della DC o peggio al mitico pentapartito, dove qualunque cosa, doveva essere passata prima al vaglio dei partiti per poi essere messa in pratica.
Ora i ministri che ne fanno parte, mantengono un atteggiamento di estremo riserbo, che non sembra essere un sobrio stile istituzionale - doveroso, vista la funzione - quanto piuttosto un non sapere bene che cosa si dovrà fare.
L'unica cosa che è trapelata è che si andranno a colpire ancora una volta, ove ve ne fosse bisogno, il lavoro, le pensioni, i consumi, per mezzo delle aliquote IVA.
Che novità...
Per quanto riguarda il lavoro, una grande parte di responsabilità ce l'hanno i sindacati. Sono loro, non tutti ovvio ma la maggior parte, che hanno permesso, attraverso la concertazione, che si arrivasse ad una sostanziale ed irreversibile perdita non solo di salario, ma quel che è peggio, di diritti.
Ciò che sta facendo la FIAT, è solo l'ultimo ed inevitabile passo verso una destrutturazione contrattuale generale. I contratti aziendali, come li chiamano, altro non sono che la rappresentazione concreta del lavoro mendicante, quello per il quale negli anni '50 ci si toglieva il cappello e si pregava di essere assunti; quello dove era il prete a garantire, non le tue qualità o la tua formazione; quello per cui il lavoratore era in perenne ricatto di essere licenziato e viveva una condizione pressoché da schiavo.
Cosa si può avere da un lavoro così, se non sofferenza.
Quali garanzie, quali normative, nessuna.
Se oggi, con quel poco di legislazione e di tutela che ci sono, continuano a morire un sacco di persone sul posto di lavoro, ve lo immaginate domani, quando quel poco scomparirà del tutto?
Hanno innescato questa guerra fra poveri per far perdere una visione di insieme. Contrattano i licenziamenti come se a quelli che restano fosse garantito qualcosa. Ma la storia industriale ha dimostrato che quando si inizia a licenziare, poi è solo una questione di tempo: toccherà a tutti, prima o poi. E con i pretesti più assurdi.
Per quanto riguarda le pensioni, la novità pare che non valgano più i 40 anni per le pensioni di anzianità. Tutti dovrebbero uscire dal lavoro fra i 65 ed i 67 anni, con incentivi e disincentivi per quelli che escono prima o dopo questa soglia: una follia!
Quarant'anni di vita lavorativa sono due generazioni di persone, vi sembra poco?
Che cosa c'entra che l'aspettativa di vita si è innalzata, nulla.
I soldi per il pagamento delle pensioni ci sono, l'INPS è sostanzialmente in attivo.
Se poi queste somme accantonate vengono utilizzate per altri scopi non è colpa dei lavoratori ma della mala gestione da parte dei responsabili della cosa pubblica.
Se vi è un ammanco di cassa, non lo si può imputare al lavoratore, ma all'evasore contributivo, all'evasore ed all'elusore fiscale, al corruttore questi sì, veri cancri da estirpare e temi invece su cui si è fatto poco e comunque in senso contrario alla loro risoluzione.
Ma lo stato, come sempre, abdica ai suoi doveri, preferisce togliere dove è più facile, anzi, dove nessuno può dire o fare nulla. 
Si preferisce vendere, alienare come si dice, i beni di tutti per non toccare i patrimoni di pochi.
Si preferisce concedere a pochi i beni di tutti, anziché erogare a tutti servizi equi o addirittura gratuiti, come avrebbe dovuto essere per le principali autostrade, per fare solo un esempio
Molto si è discusso sulle baby pensioni, da tutti ora aborrite e censurate.
Strano però che non ci si ricordi che quella fu la storia di un altro baratto, di uno scambio politico elettorale. 
E considerando il fatto che queste baby pensioni riguardano il pubblico impiego, la destra che oggi si scandalizza tanto dovrebbe ricordarsi che fu uno scambio che interessava soprattutto il suo elettorato oltre a quello democristiano, è ovvio. Non che la mitica sinistra si sia stracciata le vesti, intendiamoci, anzi. come si vede era uno scambio che poteva accontentare tutti e così è stato fatto. Quella gente che è andata in pensione a 39, 40, 45 anni, lo ha fatto perché una legge dello stato gliel'ha permesso, una legge votata da un parlamento e promulgata da un presidente della repubblica.
Ma la memoria si sa, in questo paese è la cosa più deficitaria.
Ora quel conto è rimasto da saldare, ma che lo debbano pagare ancora e di più i lavoratori non lo trovo giusto.
Per quanto riguarda i consumi, è del tutto evidente che una maggiorazione dell'IVA non potrà fare altro che deprimerli ulteriormente. La progressiva perdita di potere d'acquisto dei salari, che negli ultimi 10 anni non hanno fatto altro che scendere, unita all'aumento dell'imposta, non farà altro che ridurre, da parte della gente, gli acquisti e non parlo solo di quelli cosiddetti voluttuari ma anche di quelli primari.  Si farà fatica a comprare da mangiare, per capirci.
E questa è solo una previsione, sostanziata da elementi ancora ufficiosi.
Solo la prossima settimana sapremo meglio e più concretamente.
Ho tralasciato, naturalmente, tutta una serie di capitoli su cui ancora non vi è chiarezza.
Le banche, la scuola, i vari tagli alle spese correnti, l'ICI e molto altro ancora.
L'idea generale comunque che si può ricavare da tutto questo è solo l'attesa della mazzata, quella condizione psicologica per cui non ti aspetti nulla di positivo, dove, anzi, già sai che sarai ancora tu a rimetterci e dove capisci che se è già faticoso vivere, lo sarà ancora di più.
A che pro tutto questo?
Chi è che veramente che si vuole salvare.
Cosa effettivamente si sta preparando a livello europeo.
Abbiamo solo degli indizi poco rassicuranti.
Tenete su le orecchie e cercate di informarvi, non solo dai giornali o dalle televisioni, andate un po' oltre.
Come al solito, vi auguro buone cose.

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permalink | inviato da tattara il 1/12/2011 alle 9:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
18 novembre 2011
DUBBI
L'ultima parte della commedia, ci consegna un febbrile cianciare.
Berlusconi, dopo qualche trattativa se ne va. Il capo dello stato invoca su di sé la presenza dello spirito santo tecnico. Nomina il futuro presidente del consiglio "pro tempore" senatore a vita, giusto per dargli una parvenza istituzionale, che fa figo, in questo periodo.
Poi l'investitura, dove i partiti più grandi danno il loro placet e nel contempo iniziano a fare i loro distinguo. a dire il vero, esercizio svolto da tutto le formazioni politiche, eccezion fatta per la Lega, che, da subito, si dice contraria.
C'è questa storia dello spread a fare da spauracchio a tutti, fino ad un certo punto, però, non oltre.
Siamo già in campagna elettorale e dunque tutti cercano di blandire il loro pollaio.
Si sente vociferare questa specie di mantra: i ricchi devono dare qualcosa in più, chi ha di più, dà di più.
Oh, stolti, ma fino adesso come lo avete messo in pratica quel mantra?
In nessun modo, perché a pagare sono stati, sono e saranno sempre i soliti.
E allora cosa è cambiato?
Niente al momento per noi poveri mortali, molto per voi, babbei, che cominciate ad avere la "strizza" al culo. Sino all'ultimo vi siete garantiti benefici e prebende ed ora riparlate di sacrifici che dovremmo fare noi?
A me il dubbio resta: in realtà non si vuole fare nulla di quello che non si fa solitamente. 
Questa cosa dello spread, del famoso debito pubblico, del mercato e di tutte le amenità simili, sembra proprio nascondere ancora una volta e di più, ove ve ne fosse bisogno, che in realtà sono altre le questioni sul tavolo. 
A dimostrarlo non solo la fiducia con riserva che di volta in volta ogni referente del suo bacino elettorale potrà dare o togliere, rendendo di fatto precaria ogni tipo di programmazione,
Ma anche il fatto che gli stessi che ci hanno portato in questa situazione, in modo consapevole, convinto e volontario, dovrebbero essere quelli che ce ne faranno uscire.
Io non credo proprio
Ho visto Bersani, qualche giorno fa, dire che Berlusconi se n'è andato per merito del PD e suo personale. Beh, dinnanzi a stupidaggini del genere, come non potrebbero rimanere dei dubbi sulla nostra sorte?
A "Ballarò", erano tutti amici, l'altra sera,  con Veltroni che voleva fare il buon samaritano a tutti i costi, ma tutti hanno spiegato benissimo che non possono appoggiare il tanto osannato ed acclamato Monti, su questioni che collidano con i loro interessi di parte.
Il "parto" del mitico governo tecnico poi...
Hanno messo gli amici di questo capitalismo malato, arruffone, familistico, a fare i ministri.
Questo Passera ha fra le deleghe più importanti del sistema paese. 
Chissà a cosa pensava Napolitano quando gli anno sottoposto la sua candidatura, ma alla coesione del paese, certo. Ma si sa, il presidente si distrae spesso. E' accaduto con Brancher, con Romano, ed altri. Figuriamoci Passera, il volto nuovo, un giovane finalmente, vista l'età media di questo governo.
Pensateci, e non regalate fiducia gratis.
Ci attendono conti salati da pagare.
Altro che dubbi, sono macigni che volteggiano sulle nostre teste.
Alla prossima, statemi bene.
Cercate, se potete, di non comprare debito pubblico. Ne abbiamo già tanto...


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permalink | inviato da tattara il 18/11/2011 alle 9:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
9 novembre 2011
SEMBRA
Che Berlusconi se ne vada.
Che il PD si assuma la responsabilità (era irresponsabile, dunque, sin'ora?)
Che Napolitano abbia capito che la situazione è grave, chissà che cosa pensava prima.
Che i mercati (mitici, nel senso di mito, leggenda) non si fidino.
Che la comunità europea, il consorzio di banche che fa capo alla BCE, non si fidi.
Che l'FMI, altra cricca di banche, dica non facciamo abbastanza.
Che quello che abbiamo fatto in termini di manovre non serva a nulla o poco più.
Che i vari ruffiani, lacché, allegre comari e compagnia di giro, abbandoni, indignata, colui
che l'ha adulata, blandita, comprata, foraggiata, mantenuta.
Insomma paiono dissolversi nello smarrimento e nello stordimento generale tutti quei ciurmadores, balatrones, ioculatores, che sin qui hanno pontificato, spiegato, argomentato, sostenuto il nulla del nulla che era il loro grande capo.
Attenti, la storia insegna.
O brava gente, mica penserete che questo esercito di infami scompaia dall'oggi al domani.
Ci si consulta febbrilmente nei palazzi, mica per risolvere la situazione, no, ci mancherebbe. Tanto lo sappiamo che saremo sempre noi a pagare, gene normale, come si dice: "Cambiano i cazzi, ma i culi sono sempre quelli", perdonate la volgarità, ma la metafora rende bene l'idea.
Quello di cui discutono è come arrivare alle elezioni con la verginità rifatta.
Cercano cioè di non fare, per poter dire.
Diranno: "E' colpa sua, perché...", "No, è colpa sua, perché..." e noi staremo in mezzo, come i coglioni, appunto.
Adesso diranno che è per il bene del paese, per i giovani, per il futuro. Cose che ci hanno già tolto in questi lunghi anni. Il paese, basta vederlo: una pioggia, uno smottamento, un soffio di vento, diventano calamità. Gente muore, case distrutte, danni incalcolabili, stati di calamità.
I giovani emigrano. Sembra di essere tornati negli anni '50, quando cominciarono a spopolarsi le campagne, non c'era lavoro, prospettiva, niente. solo la fabbrica, ma questa non poteva tenere tutti. E allora tutti andavano via, in America, in Australia, in Brasile, e poi in Francia, Belgio, Germania, Svizzera, ecc.
Oggi i giovani tornano a partire: per quanto riguarda l'Europa, sembra la Spagna il paese che prediligono. Ma l'Europa ora è grande, ha una mobilità altissima, è come la fabbrica degli anni '50, non può tenere tutti. Allora tornano in Australia, negli Stati Uniti. Ma anche lì le cose non sono poi così semplici. Le politiche mondiali del lavoro, hanno preso definitivamente la via del precariato globale, delle nuove schiavitù.
Il futuro ce lo hanno tolto, quando per mantenere i loro privilegi e le loro prebende, hanno consentito che si disperdesse un patrimonio in termini di professioni e di ricchezza, che la classe media faticosamente aveva conquistato. Patrimonio diffuso, che possedeva un suo ricambio "naturale", generazionale.
La precarizzazione forzata del lavoro per i giovani, assieme al progressivo allungamento dell'età lavorativa per i più anziani, all'impoverimento costante dei salari medi e del loro potere d'acquisto;
la straordinaria evasione fiscale, il lavoro nero, l'evasione contributiva, l'aumento smodato delle rendite, l'educazione e l'istigazione al furto da parte delle istituzioni, assieme alla pressione fiscale smisurata sui soliti noti, tutto questo ed altro ancora ci ha tolto il futuro.
Ora questi scellerati, sono gli stessi che dovrebbero "traghettarci" verso la salvezza economica ed il mantenimento della pace sociale. suvvia, chi vogliamo prendere in giro.
Devono andarsene tutti e non lo faranno.
Come li mandiamo via allora?
Intano non facciamo i soliti italiani, quelli che con la Francia o con la Spagna, pur che se magna.
Ricordiamoceli.
Perché verranno presto a chiederci un voto. 

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POLITICA
4 settembre 2011
ASSENZE
Vi chiedo scusa per essermi eclissato un po'.
Non prendetevela a male. Come avrete visto, sono tante e tali le questioni che ci troviamo ad affrontare che non si sa davvero più da dove cominciare o con chi finirla.
I rigurgiti balbettanti e spastici di questo governo infame e di chi lo appoggia od apparentemente vi si oppone, mettono alla prova gli stomaci e gli spiriti più forti, credetemi.
Ma è inutile che io vi dico cose che già conoscete.
Cosa manca? Tutto.
Un'idea, una visione, una capacità di fare anche le piccole cose.
Assenze, appunto.
C'è una foto eloquente del segretario generale della CGIL, sulla home page de "La Repubblica" di questa sera: ha le mani fra i capelli...
Ma finora, signora Camusso, dov'è stata lei? Non aveva tempo e modo di accorgersi della porcheria, della morte a cui ci vogliono portare?
Pensa che una giornata di sciopero in calendario per il 6 di questo mese possa assolverla, possa metterla al riparo dalle responsabilità che ha?
Vedo Bersani, sempre dalla stessa pagina, che con piglio incazzato parla a ruota libera. Non sa cosa dire, perché questa sera il tema è: Profumo si, Profumo no, Profumo un caz, avrebbe detto Ricki Gianco.
Ma lui no. straparla. Non caccia Penati. No. Dice siamo pronti ad assumerci le responsabilità: Ma fino adesso, scusate il linguaggio, che cazzo hai fatto Bersani, oltre che a parlarti addosso e a parlare a quelli che ti osannano. Che cazzo hai fatto, oltre a prendertela con la macchina del fango messa su dai giornali. Una bestialità che non sta né in cielo né in terra.
E questi dovrebbero essere, Bersani, Camusso, quelli che stanno dalla parte dei più deboli, di quelli meno rappresentati, di quelli che non hanno diritto di parola e di ascolto.
Assenze, miei cari lettori, mancanze, cose e persone senza significato.
Ma non voglio essere cattivo ed offendere nessuno, non è nel mio stile.
Quando vedo però che i ladri stanno sempre lì, blindati e protetti; quando vedo che sarà il lavoro ancora a pagare - cioè tutti noi che abbiamo la fortuna di averlo ed i nostri figli che non ce l'avranno mai -; quando vedo che il partito della gerarchia cattolica - non della chiesa dei credenti, che è un'altra cosa, a cui si deve rispetto -, riesce ad ottenere l'impunità economica ed il furto di stato - non saprei come chiamare le esenzioni illecite dell'ICI sulle attività commerciali travestite da attività di culto -; quando vedo lo sperpero osannato contrapposto alla fatica ed al sacrificio; quando vedo il declino inesorabile del mio paese per mano di questa generazione di falliti, per mano di un capo dello stato che in nome di non si sa quale protezione delle istituzioni e coesione sociale della quale lui stesso, con la firma di leggi porcheria, ha contribuito a sgretolare; quando vedo la fatica, il dolore, la paura di tanti, contro l'oscena ostentazione dell'impunità, del malaffare, della ricchezza rubata; allora, perdonatemi, mi incazzo proprio.
E provo a pensare quale modo civile, quale strada si debba intraprendere per colmare queste assenze, per mandare via, a casa, tutta questa pletora di sanguisughe, ruffiani, puttane - senza offesa per le lavoratrici del sesso - ioculatores, balatrones, ciurmadores, lenoni e quant'altri parassiti possiate immaginare.
L'assenza è sconforto, perché è perdita di qualcosa, mancanza.
Ma qui non stiamo facendo discorsi puramente intellettuali, no. Qui dobbiamo deciderci come liberarci e liberare il nostro paese.
Lo sciopero del 6 settembre è una mera stupidaggine.
Qui bisogna decidersi a fermare tutto ad oltranza.
Non un giorno, un mese, due, tre, quello che sarà necessario.
L'unica cosa che possono fare questi signori, prima che lo tsunami abbia il sopravvento, è cambiare la legge elettorale, dopo di che, è meglio che si licenzino da soli.
Non ci daranno una mano a fare questo, non i partiti, certamente. Dovremo arrangiarci da soli.
Prepariamoci allora, il tempo è giunto.
Non possiamo più oltre rimanere ostaggi di quelli che ci hanno derubato non solo dei soldi ma anche dei sogni, del futuro.
C'è bisogno di una palingenesi, di una catarsi, o, forse, solo di affermare che siamo degli esseri umani, pronti sì a sacrificare ma non più disposti a farci prendere per il culo.
La Commissione Bilancio ha licenziato una norma con la quale sarà più facile licenziare. 
Immaginate a cosa stanno pensando. Sul lavoro si muore, si resta invalidi, si hanno sempre meno garanzie. E loro che cosa fanno? Cercano di uccidere definitivamente quel lavoro, quei diritti per i quali i nostri nonni ed i nostri padri hanno lottato, con immensi, straordinari sacrifici.
Loro, restano anonimi persino nella denuncia dei redditi. Vigliacchi!
Vogliamo darci una svegliata!
O il problema del giorno dovrà restare il fatto se alcuni milionari prenderanno a calci una palla o no?
Saremo ricordati come i telespettatori o come i cittadini?
Dovremo rimpiangere da vecchi ciò che non si è fatto o ricordare con orgoglio ciò che ci siamo ripresi?
Dovremo continuare ad essere ostaggi della Federal Reserve e della BCE o potremo dirci con sincera fierezza ed onestà cittadini europei?
Voi siete bravi e so che le pensate queste cose ed anche altre molto importanti.
Cerchiamo adesso, tutti assieme, di passare, come si diceva un tempo, dall'idea all'azione.
Forza e onore!
Come sempre, auguro a tutti, nonostante tutto, buone cose.

POLITICA
17 luglio 2011
LADRI DI VITA E DI MORTE
Non c'è ritegno, non c'è pudore, non c'è intelligenza, né un minimo di buon senso.
Senza tutte queste cose ed altre, il un clima da basso impero, da agonia, così sta terminando questa legislatura, anzi, per meglio dire, così sta terminando questa "politica", il modo in cui l'abbiamo vista, gli attori che ne hanno fatto parte.
Si chiude (finalmente) un'epoca disastrosa, infame è essere gentili.
Il divario esistente fra la casta, i suoi servi e pagliacci, il suo circo, le cortigiane, i lacchè, i lenoni ed i lestofanti a vario titolo e la gente comune non è solamente incolmabile, ma oramai in nessun modo conciliabile. Non c'è più la possibilità di parlare, di discutere: questi non vogliono nemmeno sentirci, ci manganellano, in molti modi, anziché provare a dare una risposta.
E' fresco di poche ore il golpe economico che passa sotto il nome di "finanziaria" o legge di bilancio.
Vessatorio, iniquo, ridicolo, come oramai da tempo si conviene. 
A pagare, caro, saranno sempre i soliti, quelli che non possono farci niente se non appunto pagare. Lavoratori dipendenti, precari, pensionati, disabili. Il ceto medio e medio basso, quelli che stanno scomparendo (ci sono 8.2 milioni di poveri, secondo l'Istat, in Italia, cifra per altro sottostimata) ma che ancora rappresentano il "parco buoi", la "carne da cannone", il bacino al quale attingere senza problemi.
I ricchi, i mafiosi, gli evasori, gli elusori ed i ladri a vario titolo, compresa la casta ed il suo bieco e spregiudicato apparato, tutti salvi, ci mancherebbe.
Dalle cosiddette (ma ci sono?) opposizioni, il silenzio più assordante. Nessuno che abbia detto, partiti, sindacati e tutta la marmaglia: da domani, sciopero generale contro il governo, contro questi banditi travestiti da rappresentanti del popolo. Sciopero di tutti, finché il governo non la ritira questa manovra. Il nulla più assoluto.
Il presidente della Repubblica firma questa porcheria e dice che va bene così, andiamo avanti, ora ci vuole coesione: ma a chi sta parlando? Dovremmo essere uniti e contenti per essere stati ancora una volta e di più malversati e bastonati? 
Mi spiace caro presidente, lei dovrebbe scendere dal Colle e farsi qualche giretto in più per il paese di cui parla e, credo, conosce poco e parzialmente. Lei parla di Istituzioni che non esistono più, di luoghi oramai deputati ad altro, di forme che celano soltanto sostanze fatiscenti e putride.
Ma il colmo è che oltre a rubarci la vita, mettendoci in condizioni sempre più disperate, ora, gli ignobili, hanno pensato bene di rubarci anche la morte.
E' di pochi giorni or sono, l'approvazione alla Camera, del testo relativo alle disposizioni anticipate di fine vita, il cosiddetto testamento biologico.
Beh, non potremo decidere proprio nulla, sia che siamo in salute, sia che siamo incapaci di manifestare la nostra volontà. Lo Stato ha deciso, che quello che noi comunichiamo anticipatamente circa il nostro fine vita, è un mero "orientamento", nulla di più. Non una legittima volontà, no, una chiacchiera. E, per assicurarsi che rimanga tale, ha lasciato discrezione al medico (limitata, ovviamente, perché se quest'ultimo decide di rispettare le esigenze del paziente potrebbe essere incriminato per omicidio colposo od anche volontario) su come mantenere alimentato e idratato l'uomo nel frattempo divenuto un vegetale.
Ora, al di là delle convinzioni di ciascuno, che vanno comunque rispettate, c'è una macroscopica stortura, un'immensa ingiustizia ed una patente lordura, in questo provvedimento.
Se uno è cristiano o cattolico, o appartiene ad altra religione o credo, ha tutto il diritto di seguire le disposizioni che la sua convinzione gli impone.
Allo stesso modo, se uno è convinto di essere padrone della propria esistenza e di potervi mettere fine venendosi a trovare in determinate condizioni e circostanze ben precise, egli ha il sacrosanto diritto di poterlo fare.
Chi è lo Stato per dirmi come e quando posso morire? Chi è lo stato per impedire che io espleti un mio diritto fondamentale e non lesivo di nessuno?
Beh, in questo caso, lo Stato non è nessuno. Non solo. Proprio non si dovrebbe intromettere in faccende di una delicatezza, di una complessità, di un portato emozionale così grandi.
E, se proprio dovesse farlo, dovrebbe semplicemente assecondare, nel modo migliore possibile, quanto l'individuo ha stabilito per sé secondo la propria convinzione.
Ciascuno di noi è carne e sangue, è cuore e cervello, è ragione e sentimento, è spiritualità ed intelletto. E tutto questo, più molto altro ancora, fa di ognuno di noi un essere unico, irripetibile. Simile ai suoi simili, ma con una storia propria, una vita propria, un sentire proprio.
Ed è per questo, che su cose estremamente delicate ed impegnative, dobbiamo avere la massima libertà, la più ampia certezza, che ciò su cui diamo disposizione venga osservato ed eseguito nel modo più rigoroso, lieve e rispettoso possibile.
Seguendo le disposizioni che ciascuno darà in base a quello che è ed a cui crede, senza imporre alcun divieto, ostacolo, diniego, biasimo od altro.
Ecco perché ho detto che vogliono rubarci anche la morte.
Perché provvedimenti di questo tipo vanno contro l'uomo, il suo essere e la sua natura.
Noi, dobbiamo impedire tutto questo, dobbiamo scardinare questo impianto surreale, fittizio, ideologico e demagogico.
Questo è un problema che riguarda tutti e sul quale tutti devono potersi esprimere e, soprattutto devono poter decidere.
Non aspettiamoci nulla dai politici di professione, organizziamoci per nostro conto.
Oltre alla vita, non possono rubarci anche la morte.
Per oggi ho finito, vi saluto e vi auguro buone cose in generale, sperando soprattutto, che ne possiate trovare almeno qualcuna.


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POLITICA
7 luglio 2011
E' ORA DI MANDARLI A CASA
I recenti avvenimenti politici confermano ancora una vota, ove ve ne fosse ancora bisogno, la necessità urgente, di mandare a casa tutta questa classe politica.
Con poche, pochissime, eccezioni, abbiamo il dovere morale e civile di mandarli via tutti.
E questa mi sembra una sensazione, una percezione condivisa da molti, al di là dello "schieramento" politico dove si collocano.
Se quelli del cosiddetto centro-destra hanno le loro difficoltà e non sono davvero poche, quelli del centro-sinistra non stanno affatto meglio, ammesso e non concesso che si possano ad oggi utilizzare queste categorie.
Quello che però sconcerta maggiormente è il fatto che coloro che dovrebbero avere una maggiore "sensibilità" rispetto ai temi della legalità, dell'equità, delle regole, si rivelano ancora una volta i più permeabili alle logiche di consorteria politica, di bottega, di salvataggio degli interessi locali e dei soldi e del potere che da essi derivano.
Non hanno nemmeno più nemmeno il coraggio di mostrarsi in faccia e di dire un chiaro "no", "vogliamo che tutto rimanga così com'è perché abbiamo i nostri affari da curare". si trincerano dietro questa farsa dell'astensione o, peggio ancora, del: "Ci vuole un progetto più organico, noi abbiamo una nostra proposta", Ridicoli, sciocchi, ottusi. offensivi nei confronti della gente che pensa, che comprende, che ha ancora una dignità ed un'onorabilità, cose che loro hanno perduto già da tempo.
Noi dobbiamo mandarli a casa tutti, questi, altrimenti non avremo scampo.
Ci stanno portando lentamente, progressivamente ma inesorabilmente verso una guerra civile dove, come al solito, saranno le persone comuni a pagarla per primi e più duramente.
Guardate l'esempio della Valle di Susa.
Hanno mandato poliziotti a manganellare gente come loro, gente che fatica, che è stanca, che è inascoltata.
Allora cosa vogliono che la gente subisca o si scanni?
Sarebbe questa l'alternativa?
Pensano davvero che si possa sopportare all'infinito senza dire e/o fare nulla?
E' un gioco al massacro, ma devono stare attenti.
Perché sono così fuori dalla realtà, così lontani ed isolati da essa, che la realtà gli potrebbe scoppiare in mano.
Dobbiamo dunque lasciare il nostro destino in mano a questi goffi apprendisti stregoni?
Vogliamo continuare a subire? Imbavagliati, censurati, bastonati?
Ho detto in altre circostanze, che il nostro è un paese che è nato dalla Resistenza, che ha contrastato un regime ben più violento, ben più ottuso, ben più arrogante di questo.
Questo non significa però che non si debba, se necessario, tornare su in montagna.
Io mi auguro di no, ma con questa gente parlare, oltre che impossibile è anche sterile, perché non comprendono nemmeno quello che stai dicendo.
Allora, quello che vi propongo, è un primo, significativo passo: RESTITUITE LA TESSERA AL PARTITO A CUI SIETE ISCRITTI! e fategli sapere che non vi rappresentano in nulla e dunque non parlino a sproposito in vostro nome.
Fate come per la religione cattolica: SBATTEZZATEVI!
E' solo un primo passo, una protesta che viene dal basso, come si dice.
Poi, insieme, troviamo tutti gli strumenti legali per abbattere questo sistema, parliamo, discutiamo, raccogliamo firme ed usiamo tutte quello che oggi abbiamo a disposizione, compresa la disobbedienza.
Lo dico soprattutto agli operatori delle forze dell'ordine, poliziotti e carabinieri,
attenti a trincerarvi dietro: "ho solo eseguito degli ordini, ero tenuto a farlo".
Questa è la risposta tipica che, qualche decennio fa, diedero le SS, gli aguzzini dei lager e tutta la marmaglia che ha provocato un'immane catastrofe umanitaria.
Esiste un confine preciso, fra il dover obbedire ad una disposizione e comprendere quello che questa azione comporta.
Ricordatevi, operatori dell'ordine, che questa pletora di parassiti ignavi, sfrutta e depreda voi allo stesso modo, se non peggio, nel quale sfrutta e depreda noi. In realtà, fra voi e noi non c'è nessuna differenza, se non il ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere. Allora riflettete sul vostro ruolo e pensate a come ve lo fanno eseguire, a come vi concepiscono, a come vi usano in maniera indiscriminata, cioè senza senso.
Per oggi ho finito.
Auguro come sempre a tutti buone cose.  








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POLITICA
28 giugno 2011
AIUTIAMO LA VAL SUSA
Le notizie degli scontri fra polizia e dimostranti nella valle dove si dovrebbero svolgere i lavori di costruzione della TAV, ci hanno fatto ripiombare nella preoccupazione.
Da una parte lo stato centrale che adopera le forze di polizia per militarizzare la zona ed "accompagnare" i cantieri, dall'altra la gente che in quei posti vive, che proprio non ne vuol sapere - a mio avviso giustamente - di ritrovarsi in casa un cantiere abnorme che non solo sarà eterno, che non solo pagheremo noi dalle nostre tasche, che non solo provocherà danni irreparabili all'assetto geomorfologico del territorio, che non solo provocherà danni permanenti ala salute dei cittadini, ma che, in ultima istanza è perfettamente inutile.
Qui non si tratta di essere sovversivi o contro lo sviluppo del paese, qui si tratta di impedire che alcuni, pochi come al solito, facciano miliardi sulle tasche e sulla pelle di molti.
come al solito, quando si parla delle cosiddette grandi opere, entrano in ballo enormi quantità di denari, che fanno gola, che suscitano interessi più o meno inconfessabili, che alla fine producono due fazioni: quella del potere, solitamente favorevole all'opera in questione, e quella della gente comune che vive in quei posti, solitamente e giustamente contraria alle opere in questione.
Non sono cose nuove. Il nostro disgraziato paese ne è costellato sin dall'inizio degli anni sessanta, con l'avvio dell'autostrada del sole. Anche lì c'erano forti contrasti ma non venivano a galla perché l'informazione libera non esisteva. Non parliamo poi del Vajont, emblema tutt'ora esistenza della stoltezza, della cupidigia e della sordità che le istituzioni ebbero nei confronti di quelle genti che pagarono con la loro vita la magnifica opera in questione.
Ora siamo di nuovo al solito punto.
Si dice, argomento assai zoppo per altro, che l'Italia ha bisogno di fruire di un trasporto modale per le merci, tale che la renda competitiva ed unita al resto dell'Europa. Si traccia con penna malandrina un percorso su una carta geografica e si ritiene che quella sarà la manna dal cielo.
In fondo, si tratta semplicemente di sforacchiare un po' una montagna, fare opere sussidiarie a questi buchi e poi, quando forse sarà finito, metterci delle rotaie a far passare un ciuf ciuf che porterà le nostre mitiche merci in ogni dove e ne riceverà altrettante.
Naturalmente, come sempre accade nellle cose pubbliche, il disegnatore malandrino non è di quei posti, non sa nemmeno di cosa parla. E' la stessa cosa di quando Trenitalia fa gli orari dei treni per i pendolari: chi li compila, non è certamente un pendolare, non sa che cosa sta facendo. Con le note conseguenze che tutti conosciamo.
Ecco, con le opere pubbliche di questo tipo succede la stessa cosa.
Alla domanda poi: "Come faremo, che cosa diremo a quelle popolazioni dove andiamo a sventrargli la terra?", la risposta di questi malandrini è: "Gli daremo due soldi e magari gli promettiamo lavoro, vedrai che stanno buoni! Del resto o così o così!".
Ecco, l'idea di fondo che hanno questi signori di così grandi vedute, di così tanta capacità progettuale, di così tanta esperienza nel reperire fondi è che la gente che vive in quei posti non conta un beneamato cazzo, si deve adeguare.
Del resto è sempre stato così anche nella storia recente: le servitù militari americane in Sardegna, l'allargamento dell'aeroporto "Dal Molin", vuoi che questi quattro montanari facinorosi non si adeguino? 
Beh, quelle genti, alle quali si deve rispetto innanzitutto, non si sono adeguate e giustamente si sono di molto incazzate.
Noi oggi, popolo della rete, dobbiamo dare loro una mano, quella che uno stato disgraziato, miope ed insulso non ha saputo dargli, visto che la risposta dello stato è consistita nel mandare i soliti poliziotti sfigati, gente come noi, a manganellare altra gente come noi.
Allora, dobbiamo lasciare sole queste popolazioni?
I partiti, di destra, di sinistra, di centro, la Lega che tanto parla di popoli gliel'hanno messo in quel posto, noi gente comune, normale, dobbiamo far sentire a queste popolazioni tutto il nostro aiuto e sostegno.
Guardate che oggi tocca alla Valle di Susa, ieri è toccato alla Sardegna, a Vicenza, domani potrebbe capitare dalle vostre parti, perché in questo disgraziato, martoriato paese, preda dei lestofanti tramaccioni e mafiosi, c'è sempre un'opera da fare.
Il mio dunque, vuole solo essere un appello affinché si trovino forme non violente ma ferme di dura protesta che possano aiutare a fermare questi scellerati idioti e possano restituire serenità e dignità a quelle genti calpestate da uno stato infame e dai suoi indegni rappresentanti.
Io direi, per cominciare, iniziate a restituire tutte le tessere di partito.
Poi, chi ha voglia tempo e possibilità vada a trovarli qusti valligiani e vada a vedere cosa combinano  le ruspe.
Filmate documentate e mettete in rete.
Dobbiamo sputtanarli, dobbiamo far vedere quanto debole e misera è la loro forza vigliacca.
Se poi qualcuno ha suggerimenti, siamo qui, diffondiamoli nella rete, creiamo un movimento nazionale.
Alla prossima, buone cose a tutti

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