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Di ritorno dal pensiero
POLITICA
17 luglio 2011
LADRI DI VITA E DI MORTE
Non c'è ritegno, non c'è pudore, non c'è intelligenza, né un minimo di buon senso.
Senza tutte queste cose ed altre, il un clima da basso impero, da agonia, così sta terminando questa legislatura, anzi, per meglio dire, così sta terminando questa "politica", il modo in cui l'abbiamo vista, gli attori che ne hanno fatto parte.
Si chiude (finalmente) un'epoca disastrosa, infame è essere gentili.
Il divario esistente fra la casta, i suoi servi e pagliacci, il suo circo, le cortigiane, i lacchè, i lenoni ed i lestofanti a vario titolo e la gente comune non è solamente incolmabile, ma oramai in nessun modo conciliabile. Non c'è più la possibilità di parlare, di discutere: questi non vogliono nemmeno sentirci, ci manganellano, in molti modi, anziché provare a dare una risposta.
E' fresco di poche ore il golpe economico che passa sotto il nome di "finanziaria" o legge di bilancio.
Vessatorio, iniquo, ridicolo, come oramai da tempo si conviene. 
A pagare, caro, saranno sempre i soliti, quelli che non possono farci niente se non appunto pagare. Lavoratori dipendenti, precari, pensionati, disabili. Il ceto medio e medio basso, quelli che stanno scomparendo (ci sono 8.2 milioni di poveri, secondo l'Istat, in Italia, cifra per altro sottostimata) ma che ancora rappresentano il "parco buoi", la "carne da cannone", il bacino al quale attingere senza problemi.
I ricchi, i mafiosi, gli evasori, gli elusori ed i ladri a vario titolo, compresa la casta ed il suo bieco e spregiudicato apparato, tutti salvi, ci mancherebbe.
Dalle cosiddette (ma ci sono?) opposizioni, il silenzio più assordante. Nessuno che abbia detto, partiti, sindacati e tutta la marmaglia: da domani, sciopero generale contro il governo, contro questi banditi travestiti da rappresentanti del popolo. Sciopero di tutti, finché il governo non la ritira questa manovra. Il nulla più assoluto.
Il presidente della Repubblica firma questa porcheria e dice che va bene così, andiamo avanti, ora ci vuole coesione: ma a chi sta parlando? Dovremmo essere uniti e contenti per essere stati ancora una volta e di più malversati e bastonati? 
Mi spiace caro presidente, lei dovrebbe scendere dal Colle e farsi qualche giretto in più per il paese di cui parla e, credo, conosce poco e parzialmente. Lei parla di Istituzioni che non esistono più, di luoghi oramai deputati ad altro, di forme che celano soltanto sostanze fatiscenti e putride.
Ma il colmo è che oltre a rubarci la vita, mettendoci in condizioni sempre più disperate, ora, gli ignobili, hanno pensato bene di rubarci anche la morte.
E' di pochi giorni or sono, l'approvazione alla Camera, del testo relativo alle disposizioni anticipate di fine vita, il cosiddetto testamento biologico.
Beh, non potremo decidere proprio nulla, sia che siamo in salute, sia che siamo incapaci di manifestare la nostra volontà. Lo Stato ha deciso, che quello che noi comunichiamo anticipatamente circa il nostro fine vita, è un mero "orientamento", nulla di più. Non una legittima volontà, no, una chiacchiera. E, per assicurarsi che rimanga tale, ha lasciato discrezione al medico (limitata, ovviamente, perché se quest'ultimo decide di rispettare le esigenze del paziente potrebbe essere incriminato per omicidio colposo od anche volontario) su come mantenere alimentato e idratato l'uomo nel frattempo divenuto un vegetale.
Ora, al di là delle convinzioni di ciascuno, che vanno comunque rispettate, c'è una macroscopica stortura, un'immensa ingiustizia ed una patente lordura, in questo provvedimento.
Se uno è cristiano o cattolico, o appartiene ad altra religione o credo, ha tutto il diritto di seguire le disposizioni che la sua convinzione gli impone.
Allo stesso modo, se uno è convinto di essere padrone della propria esistenza e di potervi mettere fine venendosi a trovare in determinate condizioni e circostanze ben precise, egli ha il sacrosanto diritto di poterlo fare.
Chi è lo Stato per dirmi come e quando posso morire? Chi è lo stato per impedire che io espleti un mio diritto fondamentale e non lesivo di nessuno?
Beh, in questo caso, lo Stato non è nessuno. Non solo. Proprio non si dovrebbe intromettere in faccende di una delicatezza, di una complessità, di un portato emozionale così grandi.
E, se proprio dovesse farlo, dovrebbe semplicemente assecondare, nel modo migliore possibile, quanto l'individuo ha stabilito per sé secondo la propria convinzione.
Ciascuno di noi è carne e sangue, è cuore e cervello, è ragione e sentimento, è spiritualità ed intelletto. E tutto questo, più molto altro ancora, fa di ognuno di noi un essere unico, irripetibile. Simile ai suoi simili, ma con una storia propria, una vita propria, un sentire proprio.
Ed è per questo, che su cose estremamente delicate ed impegnative, dobbiamo avere la massima libertà, la più ampia certezza, che ciò su cui diamo disposizione venga osservato ed eseguito nel modo più rigoroso, lieve e rispettoso possibile.
Seguendo le disposizioni che ciascuno darà in base a quello che è ed a cui crede, senza imporre alcun divieto, ostacolo, diniego, biasimo od altro.
Ecco perché ho detto che vogliono rubarci anche la morte.
Perché provvedimenti di questo tipo vanno contro l'uomo, il suo essere e la sua natura.
Noi, dobbiamo impedire tutto questo, dobbiamo scardinare questo impianto surreale, fittizio, ideologico e demagogico.
Questo è un problema che riguarda tutti e sul quale tutti devono potersi esprimere e, soprattutto devono poter decidere.
Non aspettiamoci nulla dai politici di professione, organizziamoci per nostro conto.
Oltre alla vita, non possono rubarci anche la morte.
Per oggi ho finito, vi saluto e vi auguro buone cose in generale, sperando soprattutto, che ne possiate trovare almeno qualcuna.


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permalink | inviato da tattara il 17/7/2011 alle 19:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
28 giugno 2011
AIUTIAMO LA VAL SUSA
Le notizie degli scontri fra polizia e dimostranti nella valle dove si dovrebbero svolgere i lavori di costruzione della TAV, ci hanno fatto ripiombare nella preoccupazione.
Da una parte lo stato centrale che adopera le forze di polizia per militarizzare la zona ed "accompagnare" i cantieri, dall'altra la gente che in quei posti vive, che proprio non ne vuol sapere - a mio avviso giustamente - di ritrovarsi in casa un cantiere abnorme che non solo sarà eterno, che non solo pagheremo noi dalle nostre tasche, che non solo provocherà danni irreparabili all'assetto geomorfologico del territorio, che non solo provocherà danni permanenti ala salute dei cittadini, ma che, in ultima istanza è perfettamente inutile.
Qui non si tratta di essere sovversivi o contro lo sviluppo del paese, qui si tratta di impedire che alcuni, pochi come al solito, facciano miliardi sulle tasche e sulla pelle di molti.
come al solito, quando si parla delle cosiddette grandi opere, entrano in ballo enormi quantità di denari, che fanno gola, che suscitano interessi più o meno inconfessabili, che alla fine producono due fazioni: quella del potere, solitamente favorevole all'opera in questione, e quella della gente comune che vive in quei posti, solitamente e giustamente contraria alle opere in questione.
Non sono cose nuove. Il nostro disgraziato paese ne è costellato sin dall'inizio degli anni sessanta, con l'avvio dell'autostrada del sole. Anche lì c'erano forti contrasti ma non venivano a galla perché l'informazione libera non esisteva. Non parliamo poi del Vajont, emblema tutt'ora esistenza della stoltezza, della cupidigia e della sordità che le istituzioni ebbero nei confronti di quelle genti che pagarono con la loro vita la magnifica opera in questione.
Ora siamo di nuovo al solito punto.
Si dice, argomento assai zoppo per altro, che l'Italia ha bisogno di fruire di un trasporto modale per le merci, tale che la renda competitiva ed unita al resto dell'Europa. Si traccia con penna malandrina un percorso su una carta geografica e si ritiene che quella sarà la manna dal cielo.
In fondo, si tratta semplicemente di sforacchiare un po' una montagna, fare opere sussidiarie a questi buchi e poi, quando forse sarà finito, metterci delle rotaie a far passare un ciuf ciuf che porterà le nostre mitiche merci in ogni dove e ne riceverà altrettante.
Naturalmente, come sempre accade nellle cose pubbliche, il disegnatore malandrino non è di quei posti, non sa nemmeno di cosa parla. E' la stessa cosa di quando Trenitalia fa gli orari dei treni per i pendolari: chi li compila, non è certamente un pendolare, non sa che cosa sta facendo. Con le note conseguenze che tutti conosciamo.
Ecco, con le opere pubbliche di questo tipo succede la stessa cosa.
Alla domanda poi: "Come faremo, che cosa diremo a quelle popolazioni dove andiamo a sventrargli la terra?", la risposta di questi malandrini è: "Gli daremo due soldi e magari gli promettiamo lavoro, vedrai che stanno buoni! Del resto o così o così!".
Ecco, l'idea di fondo che hanno questi signori di così grandi vedute, di così tanta capacità progettuale, di così tanta esperienza nel reperire fondi è che la gente che vive in quei posti non conta un beneamato cazzo, si deve adeguare.
Del resto è sempre stato così anche nella storia recente: le servitù militari americane in Sardegna, l'allargamento dell'aeroporto "Dal Molin", vuoi che questi quattro montanari facinorosi non si adeguino? 
Beh, quelle genti, alle quali si deve rispetto innanzitutto, non si sono adeguate e giustamente si sono di molto incazzate.
Noi oggi, popolo della rete, dobbiamo dare loro una mano, quella che uno stato disgraziato, miope ed insulso non ha saputo dargli, visto che la risposta dello stato è consistita nel mandare i soliti poliziotti sfigati, gente come noi, a manganellare altra gente come noi.
Allora, dobbiamo lasciare sole queste popolazioni?
I partiti, di destra, di sinistra, di centro, la Lega che tanto parla di popoli gliel'hanno messo in quel posto, noi gente comune, normale, dobbiamo far sentire a queste popolazioni tutto il nostro aiuto e sostegno.
Guardate che oggi tocca alla Valle di Susa, ieri è toccato alla Sardegna, a Vicenza, domani potrebbe capitare dalle vostre parti, perché in questo disgraziato, martoriato paese, preda dei lestofanti tramaccioni e mafiosi, c'è sempre un'opera da fare.
Il mio dunque, vuole solo essere un appello affinché si trovino forme non violente ma ferme di dura protesta che possano aiutare a fermare questi scellerati idioti e possano restituire serenità e dignità a quelle genti calpestate da uno stato infame e dai suoi indegni rappresentanti.
Io direi, per cominciare, iniziate a restituire tutte le tessere di partito.
Poi, chi ha voglia tempo e possibilità vada a trovarli qusti valligiani e vada a vedere cosa combinano  le ruspe.
Filmate documentate e mettete in rete.
Dobbiamo sputtanarli, dobbiamo far vedere quanto debole e misera è la loro forza vigliacca.
Se poi qualcuno ha suggerimenti, siamo qui, diffondiamoli nella rete, creiamo un movimento nazionale.
Alla prossima, buone cose a tutti

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