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Di ritorno dal pensiero
POLITICA
28 marzo 2020
Le maestrine

Che disastro.

Dovremmo essere uniti almeno nelle disgrazie e invece, a quanto pare, non si riesce nemmeno ad avere una linea comune e condivisa.

Tutti a dire che sì. la situazione è grave, preoccupante, avrà delle ripercussioni inimmaginabili. E poi…

Poi l’Europa dei soldi, della finanza, della speculazione prevale ancora su tutto e tutti, convinta com’è, oscenamente, che il mercato ha regole che prescindono persino dalle malattie, dai terremoti, dai disastri ambientali.

Che cecità, che buio, che sterilità, che insulsaggine.

Ove ve ne fosse bisogno, si dimostra ancora di più la pochezza delle cosiddette classi dirigenti, di quelli che dovrebbero indicare la via alla risoluzione dei problemi,

Stando così le cose, l’Europa di fatto è un fallimento politico totale.

Quelle regole che senza alcun fondamento scientifico hanno imposto comportamenti, sul lato economico, virtuosi e che ora per causa di forza maggiore non hanno non possono avere più senso, vengono declinate ed imposte come il mantra di un alieno e la dabbenaggine del bigotto.

I paesi del nord, che chiameremo signorine maestre, stanno ancora lì col ditino alzato a rimproverare gli altri perché non si sognino di sforare i bilanci, di fare debito, di aiutare ciascuno il proprio paese ed eventualmente gli altri, senza chiedere loro il permesso pena andare in castigo dietro la lavagna, non avere la merendina e, financo, ricevere una sospensione a tempo indeterminato. Applausi, non c’è che dire!

Cos’è alla fine questa Europa?

Con tristezza bisogna ammettere che è un continente unito solo dai soldi. Che peccato!

La moneta, che forse doveva essere uno degli ultimi aspetti da unire comunitariamente – è fondamentale che ve ne sia una per tutti – è di fatto la sola cosa che ci rende europei.

E’ triste un’evidenza del genere, ma non possiamo raccontarci ancora favole.

Per essere una vera Europa, oltre ai pletorici e spesso inconcludenti organismi che risiedono a Bruxelles, questo continente dovrebbe avere un unico esercito, un'unica giustizia, un’unica sanità, un unico welfare. E non basterebbe ancora perché ci vorrebbe una banca davvero centrale, che fa credito agli stati membri, non alle banche in essi operanti.

Ci vorrebbe un’idea che si coltiva nelle scuole a partire da quelle primarie, ci vorrebbe un “sentire” che non si può imporre a suon di trattati. Ci vorrebbe un continente che ha una sua connotazione autonoma, una politica estera unitaria libera dal condizionamento degli americani, che sappia colloquiare francamente con la Russia, che non si faccia intimorire o ricattare dalla Turchia.

Ma questa è utopia.

Oggi possiamo solamente, desolatamente, constatare che anche di fronte ad un problema così grande e comune a tutti, com’è il Covid-19, questa conventicola di imbesuiti ha non risposto con i soliti balbettii insulsi ed inutili.

Si salva, fra questi morti viventi, il nostro presidente del consiglio. Speriamo solo possa essere coerente con quanto sinora ha fatto.




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permalink | inviato da tattara il 28/3/2020 alle 10:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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