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Di ritorno dal pensiero
POLITICA
1 marzo 2019
LE CRITICHE

Penso che sia interesse di tutti discutere sereamente e seriamente di politica, o per lo meno provarci, senze pretese di avere alcuna verità e soluzione in tasca.

Interesse che non è dettato ne da mala fede, né tanto meno da secondi fini, ma solo dal fatto che come cittadini si cerca – come si può e come meglio si crede – di partecipare ad una discussione che riguarda tutti.

Questo ci permette, ci impone, di essere citici – in modo rispettoso ma fermo – verso l’agire o il non agire di chi ci governa, chiunque esso sia.

Soprattutto la critica, lo stimolo, di solito sono rivolti alla componente più “vicina” alle nostre opinioni, quella più affine.

Il dovere di critica, dunque è non solo legittimo ma è anche sacrosanto.

Ripeto, nel pieno rispetto delle persone a cui è rivolta e se possibile proponendo soluzioni valide. In più la critica dovrebbe ingenerare la voglia di spiegare meglio o più efficacemente – da chi ne è stato fatto oggetto – il motivo ed il senso che lo hanno portato ad agire nel modo che è stato criticato.

Detto questo pare veramente ingenerosa, come si legge oggi su: “Il Fatto Quotidiano”, l’equazione: critica al M5S=preferite il ritorno ed il governo di Renzi, Berlusconi e la compagnia di giro dello sfascio.

No, nel modo più assoluto!

E’ però, a mio modesto avviso, un’equazione che non sta in piedi.

Lasciamo perdere i soliti goduriosi del disastro – il PD, in primis, che di disastri è divenuto raffinato cultore – ma anche tutta la “grande” stampa, la televisione ecc.

Il fu movmento, oggi novello soggetto politico, sta balbettando su una questione di primaria importanza, che non è solo un obiettivo di propaganda ma rappresenta il vero punto di svolta.

L’ostilità è la pervicacia dei “Sì TAV”, che rappresenta il grande e trasversale accrocchio di interessi economico finanziari, costituisce la forma più concreta e visibile della “svolta” che questo governo a partecipazione movimentista doveva imprimere al paese. Svolta che aveva come corollario la ridiscussione ed eventuale sottrazione delle concessioni ai privati di settori strategici (autostrade, ma anche porti) che ancora non si è concretizzata e sulla quale si tergiversa e si balbetta pericolosamente.

Questo, nell’immaginario collettivo, vale più di qualsiasi spazzacorrotti, DL Dignità, Reddito di cittadinanza, provvedimento sulle intercettazioni, bavaglio alla stampa.

Tutti provvedimenti sacrosanti e giusti, almeno come inizio. Che però vengono visti – vissuti – come più “lontani” dalle persone.

Forse solo il Reddito di cittadinanza è quello più vicino ma, oltre a non essere una misura universale, è anche quello che ha più “paletti”.

Però non si può dire: “abbiamo abolito la povertà!”, e un’immane sciocchezza e un’enorme offesa ai milioni che poveri lo restano comunque, anche senza il famoso RdC.

Più onestamente si sarebbe potuto dire che si stavano cercando delle soluzioni e che una prima parziale risposta poteva costituirla il RdC. Non ci vuole un mago.

Adesso il discorso sulla TAV, per esempio, è stato spostato sul: “ma in fondo non spendiamo tanto, anziché 7, 3,5 miliardi”. Cosa centra!

La TAV è inutile, dannosa, costosa. Non si fa, punto.

E poi mi sembra che il fu movimento abbia già contrattato. TAV per Terzo Valico e Pedemonana Veneta, più di così…

Per concludere. E’ certo che è a Roma che si prendono decisioni strategiche, fondamentali per la sorte del Paese, ma è altrettanto certo che è sul territorio che si guadagna il consenso. Viste le competenze che lo Stato passerà alle regioni e considerato com’è andata l’ultima tornata elettorale, credo che il fu movimento un pensierino lo dovrebbe fare. Dire questo non significa essere rosiconi, calendiani o gasparriani. Non significa stare con Mau Martina o con Giacchetti.

Semplicemente vuol dire che, citando Scanzi, ad un certo punto: “l’elettore di manda aff...”.

Un saluto e buone cose a tutti


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permalink | inviato da tattara il 1/3/2019 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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