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Di ritorno dal pensiero
POLITICA
20 febbraio 2019
Requiem per il movimento... partito
Ecco, la schifezza si è compiuta.
La farsa della consultazione on line sulla piattaforma Rousseau ha
partorito il topo.
Daltronde non poteva andare diversamente.
L'ignavia dei dirigenti del fù Movimento 5 Stella che non hanno nemmeno avuto il
coraggio di schierarsi con un pensiero forte e unico, ma hanno affidato ai sapienti della
comunicazione il compito di far finta di chiedere alla base - in maniera volutamente
poco comprensibile ed artatamente equivoca - ha prodotto quel 60/40 che di fatto sancisce la
fine di un'esperienza politica.
Il Movimento è PARTITO.
Sia nel senso che se n'è andato dalla sua essnza originaria, sia nel senso che è diventato  proprio come i partiti che tanto voleva combattere.
Ciò che di digitale ferisce, di digiatale perisce, ridicolo no?
Dev'essere proprio la brama di potere, l'ubriacatura che dà stare nella stanza dei bottoni, la causa
di tutto questo.
Dev'essere quel "Roma capta, cepit ferum victorem", come era capitato alla Lega negli anni novanta, è una spiegazione possibile ma non esaustiva.
O probabilmente, come dice Padellaro, dev'essere quel "Cumannari è meglio che futtiri", senz'altro anche questo.
In nome di una farsesca realpolitik ne abbiamo viste di cazzate.
C'era però, nel Novimento, un pricipio che lo rendeva speciale e che era costitutivo del suo stesso essere, principio - per dirlo con il papa emerito - non negoziabile: la LEGALITA'.
L'idea che di fronte alla legge, nella legge, ogni soggetto si trovasse nelle medesime condizioni a prescindere dal proprio status, a prescindere dal proprio ruolo.
Questo e solo questo, ha reso speciale il Movimento.
Ecco, la pagliacciata  di ieri lo ha cancellato a colpi di click, come se un bit si potesse barattare con un'idea.
Hanno buon gioco i morti resuscitati, PD e FI, a dire che il movimento non è dissimile da loro.
E' il solito giochino: "Vedi, sono tutti ladri, perciò si può dire che nessuno è ladro!".
La cosa che mi ha anche lasciato "perplesso" è che non sia venuta alcuna voce dal Fondatore, da quello che ha fatto il passo di lato, da quello che, pilatescamente, se n'è lavato le mani, non ha preso posizione, con la scusa infantile che non ha nessuna carica.
Sono convinto che all'interno del movimento ci siano un sacco di persone per bene; gente che si fà il mazzo per cercare di migliorare le cose, non sempre riuscendoci.
Ma sono altresì convinto che molti di quelli come me, che non hanno casacca, che sono pronti a dare fiducia sui contenuti, non sulle apartenenze, non rinnoveranno tale fiducia a questo soggetto politico.
Da più di vent'anni ci siamo dovuti turare il naso, abbiamo dovuto ingoiare di tutto. Avevamo una tenue speranza.
Con la proterva stupidità e insolenza di ieri, penso che possiamo dedicare solo un requiem a questa speranza.
Ricordo però che la pazienza è al limite, non approfittatene troppo.
L'Abruzzo non può che essere solo l'inizio.
Un saluto a tutti e buone cose





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permalink | inviato da tattara il 20/2/2019 alle 9:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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