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tattara
Di ritorno dal pensiero
POLITICA
18 dicembre 2013
AUGURI
E' tempo di feste, almeno nel calendario, per alcuni ma non per molti.
E' triste ma è la realtà. Si fa fatica ad esprimere un augurio che è una speranza, un invito, che sappiamo non potrà essere accolto e condiviso da un mare di persone, esseri umani in carne ed ossa.
Il mio augurio più sincero, laicamente sentito, voglio farlo a Nino - mi scusi la confidenza - Di Matteo ed a tutti i magistrati, alle loro scorte ed alle loro famiglie, che coraggiosamente lottano per estirpare il cancro che ci attanaglia e ci rode da troppo tempo.
Sembra retorica sentimentale, ma vi assicuro non lo è affatto ed inviterei i soliti due che leggono queste righe a riflettere ed a passare parola.
C'è una cosa che sappiamo tutti, come al tempo di tangentopoli ed anche prima: la politica si è innestata nella mafia e viceversa, come una mala pianta che si sviluppa rigogliosa all'ombra del nostro silenzio, della nostra vigliaccheria. Siamo tutti colpevoli, nei nostri gesti quotidiani, nel nostro fatalismo ignorante, nel nostro egoismo primitivo.
Inutile scomodare analisi antropologiche, sociologiche, storiche: noi siamo ciò che accettiamo.
I motivi possono essere diversi, nobili o meno, non è il mio un giudizio morale, ma il risultato non cambia.
Siamo un paese omertoso, anarchico e scellerato, proteso al singolo interesse, senza una visione generale di comunità.
Ci eravamo illusi che la cultura, l'istruzione, il benessere, potessero in qualche modo "mitigare" questa situazione ma era, appunto, un'illusione.
So per certo che questo paese è abitato da molte persone per bene, oneste, tranquille, ma non facciamo testo, siamo minoranza, non contiamo nulla. Le nostre sacrosante proteste, sono poco più che guaiti alla luna.
Mai smettere di combattere, perché abbiamo dei figli a cui insegnare, noi proponiamo, saranno loro, se lo vorranno, a recepire. E, quand'anche non lo facessero, noi continueremo, perché la loro esistenza non può presupporre la nostra fine: non può essere o noi o loro, entrambi abbiamo diritto di cittadinanza, di esistenza. Non si possono contrapporre, in nome del modernismo, gli uni agli altri.
Scusate il pistolotto, ma mi sentivo di dirlo e, soprattutto, di riaffermarlo.
Come milioni di persone, non ho rubato nulla ai giovani, per cui io sono un garantito ed essi sono precari.
Come milioni di persone, non ho rubato il loro futuro perché penso che ho diritto alla mia pensione, dopo aver lavorato una vita.
Ma lasciamo stare, oggi è il giorno degli auguri e sinceramente li formulo agli onesti..
C'è, fra le molte, una persona a cui non voglio augurare buone feste.
E' il capo dello stato, il presidente della repubblica. Non credo sia offendere questo.
Al capo dello stato, l'unico augurio che posso fare è che se ne vada al più presto.
La sua concezione politica, la sua visione del mondo l'estrinsecarsi delle sue prerogative - debordando eticamente da ciò che la costituzione prevede - mi fanno ritenere che egli non abbia più titolo e merito a ricoprire il suo posto.
Non sono un grillino, non sono un forcone, non ho la tessera di alcun partito.
Sono semplicemente, come milioni di persone, un cittadino di questa repubblica.
Alla prossima.

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permalink | inviato da tattara il 18/12/2013 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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