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tattara
Di ritorno dal pensiero
SOCIETA'
20 novembre 2012
SENZA PAROLE
Penso sia questo lo stato d'animo che ci hanno lasciato le immagini relative all'ultima manifestazione di mercoledì scorso.
Poliziotti che si accanivano su ragazzi a terra; cariche di cui non si capiva il significato e la proporzione; caccia al manifestante.
Forti questi poliziotti, non trovate?
Quale Stato stavano proteggendo, quale Istituzione, chi? Nessuno! E non ci sono scuse su questo.
E' sempre la solita storia: questa gente pagata - poco in verità - con i nostri soldi è la stessa che ci batte, che ci pesta, in nome di che cosa non si sa.
Cosa proteggono, cosa tutelano, chi difendono?
Proteggono strutture - i palazzi ed i luoghi simbolo del potere -.
Tutelano Istituzioni così lontane ed avulse dalla vita reale, che quasi non hanno un senso per l'uomo comune, per il cittadino.
Difendono l'indifendibile: uomini di potere che li mandano tranquillamente al macello. Gli stessi che operano i tagli che non li mettono in condizioni di lavorare. Gli stessi che gli fanno fare cose che non c'entrano con la loro precipua attività : scarrozzare personaggi in giro, fare da autisti alle varie mignotte di regime, fare diverse commissioni per i papaveri di stato. 
Allora mi chiedo: cosa vuoi dimostrare picchiando un ragazzino che potrebbe essere tuo figlio?
Che sei forte? Che sei retto? Che sei obbediente?
Ma sai quale forza ci vuole, con la divisa, il casco, lo scudo, il manganello e le manette?
Che rettitudine dimostreresti nel non renderti conto di chi hai davanti e cariare con furia cieca come un toro imbestialito? 
Che obbedienza è mai questa? Anche le SS sostenevano, non solo a Norimberga, che avevano sempre e solo obbedito a degli ordini che si erano limitate ad eseguire.
Non si può obbedire in questo modo e comunque non è ne giustificatorio, ne consolatorio, né, tanto meno assolutorio.
Non è che puoi dire: "Sai, di mestiere spacco la faccia a chi protesta, è il mio lavoro, mi pagano per questo ed io mi limito a farlo senza fare nessuna domanda!".
Allora, oltre alla responsabilità, cari poliziotti e più in generale forze dell'ordine, dovete metterci anche la ragione.
Per prima cosa, dovete farvi identificare, sennò è troppo comodo e facile mescolare le carte: tanto i berretti sono tutti blu, chi troverà mai lo scemo che si è spinto oltre, che si è comportato male?
E' necessario invece avere un identificativo, così non si potrà più dire: "Gli sbirri sono tutti uguali", ma si dirà Pinco Pallino assieme a Tizio, Caio e Sempronio hanno fatto questo e questo.
Credo che ne guadagnereste in generale, perché come in tutti i posti, anche da voi ci sono le brave persone come le mele marce. E perché allora tutti dovrebbero pagare per quei caproni stupidi e violenti, che sono minoranza?
Se siete onesti, se siete coraggiosi e credete in quello che fate, siate voi a chiedere questo.
Farvi riconoscere è riconoscere il lavoro di ciascuno.
Non trinceratevi dietro la natura particolare della vostra attività, lo sapete che raccontate balle.
Voi, vivendo la situazione di chi protesta, avreste dovuto aderire alla manifestazione, andarvene da un'altra parte, disobbedire.
Questi politici che vi osannano tanto, che fanno finta di testimoniare la loro solidarietà ed il loro affetto, sono gli stessi che hanno fatto in modo che non vi pagassero gli straordinari; che le auto di servizio non possano uscire perché non c'è la benzina o  non si possono riparare; sono gli stessi che continueranno ad adoperarvi come loro maggiordomi od al massimo cocchieri; son gli stessi coccodrilli che vengono a piangere sulle bare dei vostri colleghi morti: un discorso, la bandiera, ill berretto, la foto e, dopo un paio di giorni, l'oblio...
Nessuno ha diritto di aggredire chicchessia, tanto meno se porta una divisa che dovrebbe proteggere quel diritto.
Come sempre, auguro a tutti, per quanto possibile, buone cose.


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permalink | inviato da tattara il 20/11/2012 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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