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tattara
Di ritorno dal pensiero
POLITICA
9 novembre 2011
SEMBRA
Che Berlusconi se ne vada.
Che il PD si assuma la responsabilità (era irresponsabile, dunque, sin'ora?)
Che Napolitano abbia capito che la situazione è grave, chissà che cosa pensava prima.
Che i mercati (mitici, nel senso di mito, leggenda) non si fidino.
Che la comunità europea, il consorzio di banche che fa capo alla BCE, non si fidi.
Che l'FMI, altra cricca di banche, dica non facciamo abbastanza.
Che quello che abbiamo fatto in termini di manovre non serva a nulla o poco più.
Che i vari ruffiani, lacché, allegre comari e compagnia di giro, abbandoni, indignata, colui
che l'ha adulata, blandita, comprata, foraggiata, mantenuta.
Insomma paiono dissolversi nello smarrimento e nello stordimento generale tutti quei ciurmadores, balatrones, ioculatores, che sin qui hanno pontificato, spiegato, argomentato, sostenuto il nulla del nulla che era il loro grande capo.
Attenti, la storia insegna.
O brava gente, mica penserete che questo esercito di infami scompaia dall'oggi al domani.
Ci si consulta febbrilmente nei palazzi, mica per risolvere la situazione, no, ci mancherebbe. Tanto lo sappiamo che saremo sempre noi a pagare, gene normale, come si dice: "Cambiano i cazzi, ma i culi sono sempre quelli", perdonate la volgarità, ma la metafora rende bene l'idea.
Quello di cui discutono è come arrivare alle elezioni con la verginità rifatta.
Cercano cioè di non fare, per poter dire.
Diranno: "E' colpa sua, perché...", "No, è colpa sua, perché..." e noi staremo in mezzo, come i coglioni, appunto.
Adesso diranno che è per il bene del paese, per i giovani, per il futuro. Cose che ci hanno già tolto in questi lunghi anni. Il paese, basta vederlo: una pioggia, uno smottamento, un soffio di vento, diventano calamità. Gente muore, case distrutte, danni incalcolabili, stati di calamità.
I giovani emigrano. Sembra di essere tornati negli anni '50, quando cominciarono a spopolarsi le campagne, non c'era lavoro, prospettiva, niente. solo la fabbrica, ma questa non poteva tenere tutti. E allora tutti andavano via, in America, in Australia, in Brasile, e poi in Francia, Belgio, Germania, Svizzera, ecc.
Oggi i giovani tornano a partire: per quanto riguarda l'Europa, sembra la Spagna il paese che prediligono. Ma l'Europa ora è grande, ha una mobilità altissima, è come la fabbrica degli anni '50, non può tenere tutti. Allora tornano in Australia, negli Stati Uniti. Ma anche lì le cose non sono poi così semplici. Le politiche mondiali del lavoro, hanno preso definitivamente la via del precariato globale, delle nuove schiavitù.
Il futuro ce lo hanno tolto, quando per mantenere i loro privilegi e le loro prebende, hanno consentito che si disperdesse un patrimonio in termini di professioni e di ricchezza, che la classe media faticosamente aveva conquistato. Patrimonio diffuso, che possedeva un suo ricambio "naturale", generazionale.
La precarizzazione forzata del lavoro per i giovani, assieme al progressivo allungamento dell'età lavorativa per i più anziani, all'impoverimento costante dei salari medi e del loro potere d'acquisto;
la straordinaria evasione fiscale, il lavoro nero, l'evasione contributiva, l'aumento smodato delle rendite, l'educazione e l'istigazione al furto da parte delle istituzioni, assieme alla pressione fiscale smisurata sui soliti noti, tutto questo ed altro ancora ci ha tolto il futuro.
Ora questi scellerati, sono gli stessi che dovrebbero "traghettarci" verso la salvezza economica ed il mantenimento della pace sociale. suvvia, chi vogliamo prendere in giro.
Devono andarsene tutti e non lo faranno.
Come li mandiamo via allora?
Intano non facciamo i soliti italiani, quelli che con la Francia o con la Spagna, pur che se magna.
Ricordiamoceli.
Perché verranno presto a chiederci un voto. 

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permalink | inviato da tattara il 9/11/2011 alle 18:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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