Prima di coricarmi, tutte le sere, ho l'insana abitudine di dare un'ultima scorsa ai giornali in internet, così, giusto per vedere - speranza vana - se qualche buona notizia possa affidarmi al sonno in modo più sereno e pacifico.
Lo so, non si dovrebbe fare, come mangiare prima di andare a letto, fumarsi l'ennesima sigaretta o bere delle bevande gasate, ma tant'è.
L'altra sera vado sulla Home Page de "La Repubblica" e cosa trovo?
Una foto con la faccia dell'On Bersani, ed il titolo: "Basta con la macchina del fango".
Incuriosito apro il link e vado a vedere il video di riferimento.
Appare Bersani con un volto tra il truce ed il feroce, mi ricorda uno di quei professori con cui sostieni un esame, come quelli del liceo o dell'università. Quei figuri che ti guardano in quel modo particolare, falsamente disponibile, ipocritamente acquiescente, che ti fanno capire empaticamente: non c'è nulla che tu possa fare, non mi interessa se ti sei preparato o meno, tanto, ti frego lo stesso. E lo faccio perché io, professore, so più di te, qualunque cosa tu abbia studiato. Lo faccio perché ho il potere di farlo e di questo ne godo e tu, povero allocco, non puoi farci proprio niente.
Bersani, attorniato da una schiera di fotografi e cineoperatori, con una selva di microfoni innanzi al volto, manifesta il proprio disappunto.
"La critica, l'accettiamo, la calunnia, no, la denigrazione no, il fango no!",
Declina questa sorta di comandamenti, con le dita delle mani, un dito per ogni comandamento, come spiegare ai bambini un po' tonti, come si scrive casa: c-a-s-a.
Continua, sempre con la faccia feroce, dicendo che da adesso farà partire le querele, le richieste di risarcimento danni.
Fin qui, direte voi, nulla di speciale: da sempre, soprattutto i politici ma non solo, quelli che non hanno la capacità di argomentare e di sostenere le loro tesi e le loro posizioni, si avvalgono del ricatto finanziario sotto forma di risarcimento civile per non rispondere alle e per far smettere le critiche. Tu, giornalista, scrittore, studioso, parli male di me o dici cose sconvenienti per me, io, potente di turno, non sapendo e non volendo dare spiegazioni ti querelo. Non importa se poi nella maggior parte dei casi perdo la causa, quello che conta è che posso esercitare un'indebita pressione su di te e su chi ospita i tuoi ragionamenti, atta a far sì che la paura di dover sborsare un'ingente somma di denaro possa indurti a più miti consigli, se non, addirittura a lasciar perdere, al silenzio.
Poi arriva la chicca, la perla di saggezza. Sentite.
Bersani afferma: "Stiamo valutando, stiamo studiando la cosa, che essendo il partito un'unità indivisa, potremmo fare una class Action nei confronti di chi organizza ed orchestra la macchina del fango. Vedrete, la stiamo studiando!". Rimango allibito, stupefatto e meditabondo per un nano secondo.
L'ultima boutade dell'On. Bersani, in quel concentrato di idiozie che riesce a dire in cinque minuti è la seguente: "Noi abbiamo delle regole nostre sulla trasparenza politica, se volete ve le spiego - è un modo falso per dire fatevi gli affari vostri - perché venite a chiedere a noi di comportarci in un certo modo e non agli altri?".
Qui non si capisce se stia parlando a sé stesso, se sia su un altro pianeta, se abbia assunto qualche sostanza psicotropa.
Chiudo il link e vado avanti per disperazione e chi ti incontro: Brunetta.
Sono in vena di masochismo questa sera, mi dico, andiamo a vedere.
Spettacolo orrendo: Mario Sechi intervista l'On Brunetta nell'ambito di una manifestazione di cui non ho fatto caso. Vado a vedere il video. Penso, guardandolo, a "Oggi le comiche", il programma di tanti anni fa, che andava in onda al sabato a mezzogiorno, dove si potevano vedere, Buster Keaton, Charlie Chaplin, Stanlio e Ollio.
Però, mi dico, almeno quelli mi divertivano, mi facevano ridere. Questi, sono comicamente tragici. Brunetta, nel suo stile, da dei cretini a quelli che lo stavano fischiando, parla ed intercala questo "Siete dei cretini", "Bravi, continuate così", "Andate a lavorare".
Racconta che è figlio di un ambulante di Venezia, che se non avesse studiato ed avesse portato a casa dei bei voti, per lui si sarebbe inesorabilmente e definitivamente prospettato il lavoro.
Rimango sbigottito.
Mi dico, questo non ha capito proprio nulla della vita e penso che forse è proprio per tale motivo che si trova a ricoprire l'incarico che occupa.
Il giorno dopo, alzatomi di buon mattino, dopo un sonno cattivo - e ci credo - trovo ristoro in un'intervista che Marco Travaglio ha scritto su "Il Fatto Quotidiano". Intervista a Barbara Spinelli.
Semplice, chiara, senza fronzoli e orpelli di sorta.
La cosa che colpisce è l'impietosa analisi circa il linguaggio ed i toni usati dall'On. Bersani: in sostanza, dice la Spinelli, parlano la stessa lingua lui e quello del Ghe pensi mi. Atroce.
La stessa lingua, lo stesso modo di esprimersi, lo adoperano non solo quelli che vivono nello stesso posto ma, soprattutto, quelli che condividono gli stessi schemi, gli stessi concetti, la stessa cultura, questa è la cosa più grave.
C'è un'altra notizia, passata senza grande clamore, che mi ha fatto riflettere: il capo dello Stato firma la nomina del Dottor Nitto Palma a Guardasigilii, o Ministro di Grazie e Giustizia che dir si voglia.
Era davvero opportuno, nessuno aveva niente da dire, soprattutto le opposizioni?
Il Capo dello Stato era conscio, informato pienamente, su quello che stava facendo?
D'accordo, direte, non è che per il fatto di essere amico di una persona notoriamente avversa alla magistratura il neo ministro non sappia svolgere il proprio lavoro. Il fatto è che questo amico, però è anche un pregiudicato e risponde al nome di Cesare Previti. Se è vero che le amicizie sono cose personali è vero altrettanto che chi lavora per il bene comune deve essere limpido, trasparente, scevro da qualsiasi ombra e dubbio e soprattutto lontano da certe frequentazioni che, se sul piano privato rimangono scelte individuali e sacrosante, su quello pubblico ostano la possibilità del soggetto di ricoprire incarichi di rilevanza e di delicatezza particolare.
Avete sentito da parte delle mitiche opposizioni un ragionamento simile o qualcosa che gli assomigli?
So per certo che all'interno del Partito Democratico ci sono tante tantissime brave ed oneste persone. Parlamentari, dirigenti, gente comune.
Cercate, con il vostro silenzio/assenso, di non farvi inghiottire da chi nel vostro partito altrettanto bravo ed onesto non è. Dimettetevi, restituite la tessera, fate sentire la vostra voce e la vostra protesta. Così, non si può andare avanti.
Con questa "classe"(?) dirigente che ha assorbito e scelto i canoni del signore di Arcore, che li ha fatti propri ed in virtù dei quali si procura "provvista" e vanagloria, e con i quali ostenta arroganza, stoltezza e miopia, oltre naturalmente ad una dose massiccia di ignoranza ed intolleranza, non solo non andiamo da nessuna parte, ma potremo solo tristemente naufragare.
Questa classe, prendendo a prestito il titolo di un bel libro di Stefano Benni, di comici, spaventati guerrieri, che non sanno non vedono o fanno finta di non capire che per loro la fine è prossima.
Agite in fretta, prima che sia troppo tardi, perché poi sarà inutile.
Non c'è più molto tempo.
Un saluto come sempre, ed un augurio di buone cose a tutti.